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martedì 12 novembre 2013

Il turf australiano ha creato "The Championships", un meeting da Campioni, in programma a Sidney tra il 12 ed il 19 Aprile 2014. E se in Italia ne pensassimo uno simile tra primavera e autunno?

Il turf australiano ha annunciato la creazione di una sorta di "giornata" dei campioni sul finale di stagione prossimo, nell'Aprile del 2014 del loro emisfero. Si tratta di una campionato che prevede 8 corse di G1 con in palio complessivamente AUS$18 milioni (£10.5 milioni circa). In realtà sarà una giornata divisa in due chiamata "The Championships", avrà luogo a Sidney al Royal Randwick e dovrebbe prendere il via sabato 12 Aprile per poi proseguire nel sabato 19 Aprile, ad un paio di settimane dalla Dubai World Cup G1 di Meydan del 29 Marzo. La corsa più importante del meeting saranno le Queen Elizabeth Stakes G1 sui 2000 metri da A$4 Milioni (£2.3 milioni). Gli organizzatori stanno approcciando le autorità inglesi per avere un cavallo della Regina presente. La proposta prevede anche il Doncaster Mile G1 da AUS$3m e le TJ Stakes G1, vinte due volte da Black Caviar, con un montepremi di AUS$2.5m. Sarà l'evento di spicco nell'emisfero sud e l'idea è studiata per accogliere corridori da tutto il mondo. Non è facile, ma il mondo si muove e tal proposito, considerando la crisi delle corse italiane in fatto di pubblico e di considerazione della questione stranieri assenti dalle nostre corse (per colpe ministeriali, soprattutto), riproponiamo una idea già esposta in precedenza: Che ne pensate di una eventuale creazione di un Champions Day all'italiana, uno in primavera ed uno in autunno, diviso tra San Siro e Capannelle? Una giornata, nella quale si gioca tutto in termini di pubblico (quello tecnico viene comunque, quello non tecnico non viene per 3 volte in un mese all'ippodromo). Andrebbe studiata bene e certo, clima e concomitanze calcistiche permettendo, pensate che, per esempio, una giornata alle Capannelle il 27 Ottobre con corse che coprano tutti i segmenti possibili come Lydia Tesio G1 (femmine), Premio Roma GBI G1, Premio Ribot G2 (per i miler), Premio Aloisi G3 (per i velocisti), Premio Guido Berardelli G3 (per i puledri) con una dotazione complessiva in giornata da 1 milione di Euro, attirerebbe pubblico e presenze straniere? Stessa cosa sarebbe per San Siro, magari con la giornata delle Oaks, Milano, Primi Passi, Vittadini tutte insieme sul finire della primavera? E' chiaramente una provocazione, bisognerebbe limare tutte le esigenze, ricollocare molte corse e andrebbe analizzata la questione del Derby, Di Capua, Jockey Club, Repubblica etc che sarebbero fuori da questo campionato, e dunque per essere sempre "in Europa" tecnicamente e a livello di calendario andrebbe studiata una soluzione fatta per bene.. ma una idea del genere secondo voi è una strada percorribile? Avrebbe un valore diverso la competitività attraverso il confronto fondamentale ed essenziale nella nostra epoca? Attendiamo commenti!

8 commenti:

  1. Il sogno di un Italian Champions Day si può cullare uscendo necessariamente dal dualismo Milano-Roma. Così come in Inghilterra si è stabilito di sacrificare Newmarket pur di trasferire ad Ascot le corse necessarie per il British Champions Day, allo stesso modo si dovrebbe fare in Italia per privilegiare un ippodromo metropolitano piuttosto che un altro. San Siro ha dalla sua il tracciato e la tradizione, e già ha in portafoglio le prove cardine di un Champions Day (Jockey Club, Gran Criterium, Di Capua, St Leger, Dormello e Omenoni). Facendo uno scambio Oaks-Lydia Tesio, San Siro avrebbe la giusta proposizione per il Champions Day, mentre a Roma resterebbero (si fa per dire) le classiche......La data : 4/5 settimane prima della prima domenica di Ottobre.....Grazie per l'ospitalità, Davide

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  2. L'idea è splendida e, secondo me, assolutamente percorribile. L'importante è che i padroni del vapore si rendano conto della sua importanza perché sarebbe un evento straordinario per la nostra ippica, che richiamerebbe un grande pubblico e numerosi stranieri. Per rinfoltire le corse di gruppo basterebbe restituire il rango che meritano allo Scheibler, all'Italia e all'Emanuele Filiberto.

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  3. Rabbrividisco all'idea che gli ospiti stranieri, magari inglesi, debbano sorbirsi er cempions dei con il commento di Celli
    piu' seriamente, l'idea e' irrealizzabile in queste condizioni....finche' la situazione pagamenti non migliora gli unici stranieri a cui possiamo ambire sono i tedeschi di seconda fascia e personalmente sono stufo di vedere gruppi 1 con i vari vedelago e orpello....inoltre direi che bisogna mettere da parte il classico cerchiobottismo all'italiana: O roma O milano, non si possono fare contenti entrambi perche non ha senso tecnicmente a meno che tu non voglia fare itinerare le corse della "riunione champions day" ad anni alterni da un ippodromo all altro , tipo breeder' s per intenderci.
    Infine non ha senso tecnicamente una riunione simile in primavera perche' ti mangi quasi del tutto il confronto anziani vs tre anni e le corse per i due anni (e non mi dire che gran criterium e primi assi sono la stess cosa!!)

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    1. Hai ragione sulle nostre lungaggini burocratiche nei pagamenti dei premi e sulla, purtroppo, scarsa qualità dei nostri cavalli (fatta eccezione per Biz The Nurse e Charity Line) e condivido l'ipotesi dell'alternanza tra Roma e Milano, ma ritengo che simili iniziative stimolino la crescita qualitativa della nostra ippica. I calendari possono benissimo essere ridisegnati in modo tale da consentire il raggruppamento in un solo giorno di più corse di gruppo. Da romano e da sognatore dell'impossibile (puntualizzo) vedrei insieme Parioli, Elena, Derby, Tudini e qualche gruppo 3 per i due anni.

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  4. sarebbe una splendida idea,ma quanto realizzabile visto la situazione ippica attuale?pero' sarebbe veramente troppo bello!!!

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  5. Sono d'accordo in tutto e per tutto con quello che scrive Anonimo delle 00.02., ...er cempions dey... troppo forte... (ma forse ci conosciamo su qualche altro sito?)

    Ciao, Rp

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  6. Signori in Italia purtroppo non c'è' cultura ippica o forse nel tempo si è' persa perché' chi gestiva il nostro settore era troppo preso a prendere i soldi dalle varie lobby e non ha mai pensato di aggiornare il sistema ippico sia tecnico e maggior ragione quello delle scommesse. quindi possiamo fare anche il champions day ma è' pura utopia pensare a un grande riscontro di pubblico e una partecipazione di cavalli da gruppo uno internazionale .

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  7. Gab, ne parlammo già un annetto fa circa e onestamente fantasticare è bello ma controproducente per le nostre meningi. Qui detto francamente della cultura ippica chi gestisce il settore se ne strafotte ed iniziative del genere credo che senza un appoggio forte non possano essere realizzate giusto?

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