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sabato 26 novembre 2016

Giappone: #Erupt capeggia la task force europea per la Japan Cup. Favorito Kitasan Black, Demuro su Sounds Of Heart

E siamo a 36! Tutto pronto o quasi per la Japan Cup G1 edizione numero 36, che si terrà domenica mattina alle 7,40 ora italiana a Tokyo sui 2400 metri, con un montepremi record dell'ammontare di ¥575,340,000, equivalente a $5 milioni. Alla fine dei 21 rimasti hanno accettato l'ingresso 17 cavalli, con scarsa rappresentanza degli europei anche in considerazione del fatto che di appuntamenti in giro per il mondo ce ne sono davvero tantissimi e correre in Giappone in questa stagione significa tirare il collo per molti mesi prima di effettuare comunque una trasferta dura e dispendiosa di energie, se consideriamo anche la quarantena. Comunque, alla fine sono 3 gli europei annunciati con un terreno che si preannuncia pesante. Ieri nevicava addirittura e molti dei partecipanti hanno rifinito sotto dei candidi fiocchi ghiacciati. Ma ecco gli europei: Erupt (Dubawi) lo scorso anno arrivò sesto alle spalle di Shonan Pandora, (nella foto) poi ci sono i 2 tedeschi Nightflower (Dylan Thomas) ed Iquitos (Adlerflug). Il più accreditato del vecchio continente è proprio Erupt, portacolori Niarchos che Francis Henry Graffard annuncia ovviamente al top dopo la convincente vittoria nel Canadian International a Woodbine in Canada a metà Ottobre. Nightflower ha già provato senza esito, Iquitos p il tedesco più cresciuto nella stagione. Come anticipato, gli europei da queste parti non vincono dal 2005 e l'ultima volta fu con Alkaseed (Kingmambo) per Luca Cumani con Frankie Dettori in sella. Negli ultimi 10 anni a vincere sono stati solo i nipponici. Nelle precedenti 35 hanno vinto 21 cavalli giapponesi e 14 stranieri nel complesso.
Frankie vinse anche l'edizione del 2002 che si tenne straordinariamente a Nakayama, in sella a Falbrav (Fairy King) per il Diavolone D'Auria, in quello che rappresenta forse il momento più alto dell'allevamento italiano nel mondo, punto dal quale poi siamo solo inesorabilmente scesi sebbene qualche meteora di spessore ci sia stata come Ramonti, Rakti, Electrocutionist, Worthadd e sicuramente dimentichiamo qualcosa o qualcuno. Ma quella vittoria rappresenta l'apice vero e proprio di un movimento che da quel momento visse di inerzia, fino ai giorni nostri, dilapidato, dilaniato, sventrato da politiche scellerate.
Tutto l'opposto del disposto combinato Giappone e Germania, che hanno puntato sempre forte sull'allevamento. Ed i risultati si sono visti. Ma non solo. Li l'ippica funziona e ad assistere alla Japan Cup ci saranno almeno 100,000 persone a stare "schisci". Da italiani ci appigliamo a Mirco Demuro, talento senza confine, sfuggito alle dinamiche italiote per sua fortuna del quale possiamo solo seguirne le gesta grazie ad internet. Avrà una chance a bordo di Sounds Of Heart (Neo Universe) per Kenichi Fujioka, per cercare di ripetere la vittoria a bordo di Screen Hero (Grass Wonder) nel 2008. Non sarà facile, partendo da uno steccato disgraziato ma con un cavallo che ha preso la forma nel periodo correndo bene, quarto, nel Kyoto Daishoten G2 di preparazione. Ma proprio da li, partiamo. Perchè il Giappone è un paese meraviglioso e sforna campioni su tutte le distanze, meglio sulle lunghe. Cavalli forti dal motore potente.
L'ultimo grido è appunto Kitasan Black (Black Tide), allenato da Hisashi Shimizu per Ono Shoji che avrà la leggenda Yutaka Take in sella. Kitasan è un 4 anni, a 3 anni ha vinto il Kikuka Sho G1, cioè il St Leger giapponese, battendo Real Steel (Deep Impact) che poi è andato a farsi le ossa a Meydan conquistando il suo alloro importante nel Dubai Turf G1. Kitasan invece è rimasto in casa a fine Dicembre arrivando terzo, da cavallo in ascesa, nell'Arima Kinen G1 sotto l'albero di Natale. Nel 2016 ha corso 4 volte senza mai uscire dal marcato. Ha vinto, tra l'ltro, il Tenno Sho primaverile a Kyoto e poi sempre a Kyoto ha rifinito nel Daishoten di preparazione. In mezzo anche il terzo ad Hanshin nel Takarazuka Kinen G1. A Tokyo ha corso una volta sola: Nel Derby di Duramente dove è arrivato 14°. Ma rispetto ad allora è un cavallo più forte, ha pescato l'1 di steccato ed ha in sella una leggenda. Conta, eccome. 
L'altro favorito è Gold Actor, figlio di quello Screen Hero (Grass Wonder) già vincitore di Japan Cup. Il 5 anni ha mostrato la sua classe vincendo l'Arima Kinen G1 di Dicembre battendo proprio molti di quelli che incontra questa volta come lo stesso Sounds Of Earth (Neo Universe), Kitasan Black, One And Only (Heart's Cry), Rouge Buck (Manhattan Cafè), Last Impact (Deep Impact) e Hit The Target (King Kamehameha). Gold ha fatto un buon warm up nel Sankei Sho All Comers G2 di Nakayama a fine Settembre ed il suo allenatore Tadashige Nakagawa ha detto che così bene non è mai stato, è un lottatore ed ama le corse dove ingaggiare duelli. 
Quando in corsa c'è uno come Ryan Moore, è necessario il doveroso rispetto: Monterà Real Steel (Deep Impact) ed apparentemente ha tutto contro. Il fatto di aver iniziato presto la stagione sballottolato a Meydan, lo steccato brutto, la distanza che rappresenta una incognita per uno che ha fatto bene sui 1800 metri ed ora affronta il miglio e mezzo. Cosa peraltro già fatta quando aveva 3 anni, contro i pari età però. C'è il Ryan Factor, una forma comunque buona vista nel finale del Tenno Sho G1 autunnale alle spalle di Maurice.
I 3 anni sono rappresentati da Dee Majesty (Deep Impact) che ha tentato tutte le prove della triple crown giapponese vincendo il Satsuki Sho (le 2000 Ghinee) battendo Makahiki, ma perdendo il Derby dallo stesso e finendo quarto ma forte nel Kikuka Sho, il St Leger. Rientra proprio da quella, affronta gli anziani per la prima volta, guadagna chili. Quanto vale?

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