Ippica, Galoppo, Corse & Allevamento

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mercoledì, settembre 21, 2011

Se n'è andato Michael Jarvis

Subito dopo Ginger McCain, l'unico ad aver vinto il Grand National per ben 3 volte, se n'è andato un altro top trainer che ha fatto la storia del galoppo inglese. Michael Jarvis, ritiratosi dall'attività nello scorso febbraio e lasciato il ponte di comando a Roger Varian proprio al Kremlin House Stables a Newmarket, è morto all'età di 73 anni a causa di sofferenze da un cancro, da cui era guarito, ma mai totalmente. Se ne va un Signore vero, che ha vinto molto, ma è stato considerato sempre un vero e proprio gentleman. 
Jarvis è stato l'uomo dell'Arc de Triomphe di Carroll House (Lord Gayle), del sei volte vincitore in G1 Rakti (Polish Precendent), ma non solo legami con l'Italia. Vittorie Classiche grazie a Ameerat (Mark Of Esteem), vincitrice delle 1,000 Guineas nel 2001, e l'eroina delle Oaks 2005 Eswarah (Unfuwain).
Jarvis ha cominciato la sua carriera con una brevissima parentesi da fantino da ostacoli, prima di lavorare come "head lad" per Towser Gosden e Gordon Smyth. Ha preso la licenza nel 1968 come allenatore privato di David Robinson e per il quale ha sellato cavalli del calibro di So Blessed (Princely Gift), Tudor Music (Tudor Melody) Flying Legs (Palestine), Green God (Red God) e Petong (Mansingh), tutti velocisti o performer del breve.
Tutti coloro hanno avuto a che fare con Jarvis, lo descrivono come un grande dell'ippica. Ed Dunlop, sulle colonne del Racing Post ha espresso il suo apprezzamento dicendo di lui: "Uno dei miei eroi, un vero gentiluomo ed un grande allenatore", non mancando di augurare un buon lavoro a Roger Varian per l'eredità professionale imponente.
Jarvis, come detto, ha avuto molti legami con l'Italia. Dell'Arc di Carrol House per i colori di Antonio Balzarini abbiamo già detto, ma poi l'eterno Pressing (Soviet Star) ma anche i Derby di Morshdi (Slip Anchor), quando sconfisse un certo Falbrav (Fairy King), e quello di Prorutori (Providential) nel 1989, Il Presidente della Repubblica con Polar Prince (Distinctly North) e l'ultima gemma in Rainbow Peak (Hernando) a Milano, dimostrandosi sempre più un  "cliente" italiano di primo livello. Jarvis lascia la moglie Gay e tre figlie, Sarah, Lisa e Jackie.

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