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giovedì 17 aprile 2014

Caos declassamento corse italiane: Ecco la verità completa sulla situazione. I pagamenti sono stati effettuati ma l'Italia deve mettersi in regola con 3 condizioni, pena l'esclusione definitiva dal circuito Pattern a partire dal Gennaio 2015

Eravamo rimasti che vi avremmo detto tutta la verità, nient'altro che la verità sulla fastidiosa questione del Comitato Pattern, i premi non pagati dall'Italia etc etc.... allora, dopo aver verificato doverosamente le fonti, letto gli articoli riportati sul Racing Post e riprodotti anche da Ray Paulick, atteso che la rete si sfogasse in merito, possiamo dire che quello che è emerso nella giornata di ieri è una verità da completare. La vicenda l'abbiamo commentata qualche giorno fa, quando Jan Antony Vogel, Ceo del Direktorium ha lanciato accuse pesanti all'Italia sul fatto che molti non avevano ricevuto ancora pagamenti in misura di €450,000 dei €1,5 circa previsti, parzialmente emendate con le ricevute dei bonifici effettuati in data 4 Aprile e dunque, per forza di cose, suscettibili di lavorazione prima di entrare nelle casse dei proprietari stranieri. In pratica, i premi sono stati tutti pagati in una misura quasi del 100% e mancherebbe una piccola percentuale, circa €32,000, da pagare ai proprietari stranieri dovuto al fatto che ci sono delle mancanze nei dati anagrafici o bancari incompleti, e basta. Di fatto, i pagamenti non sono stati effettuati entro il 31 Marzo come minacciato, ma alla fine sono arrivati qualche giorno dopo completamente e questo è stato comunque un punto a favore dell'Italia. Di cattivo, o di buono perchè può servire come stimolo a seconda dei punti di vista, è che dopo la riunione di martedì pomeriggio a Londra nella quale c'era anche Franco Castelfranchi che abbiamo contattato telefonicamente dalla tv ippica, il Comitato Pattern ha espresso una bocciatura per le corse di Gruppo in Italia a partire dal 2015 ma con riserva di poter mettere tutto a posto entro Settembre (l'IRPAC, Information Reporting Program Advisory Committee si riunisce ai primi di Ottobre) attraverso il rispetto delle seguenti fondamentali condizioni: ....
A - Saldo totale di tutte le pendenze con i proprietari stranieri ma anche e soprattutto di quelli italiani che di quella porzione del 2012 non hanno ancora visto un becco di un quattrino.
B - Uniformare il sistema dei pagamenti al modello Europeo, cioè attraverso una celerità o attraverso il certificato della promessa di pagamento entro un certo limite, rigorosamente da rispettare.
C - Punto forse più importante e più significativo, nonchè più pericoloso, dimostrare l'esistenza di un Ente Ippico in grado di essere intellegibile ed interattivo con gli altri Enti ippici europei in modo tale da poter sapere con chi, dove, come e quando parlare.
Il rischio è sempre lo stesso: Dal 1° Gennaio 2015 l'Italia rischia di non far parte più dell'EPC (European Pattern Committee) e di passare dalla sezione I del librone Pattern alla sezione II dell'International Cataloguing Standards Book e significherebbe essere fuori dai mercati, con il valore delle nostre corse che diventerebbe pari a zero. 
Brian Kavanagh ieri ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “È estremamente deplorevole che la commissione abbia dovuto prendere questa linea di condotta. Abbiamo informato i rappresentanti italiani che solo attraverso determinate circostanze il Comitato potrebbe riconsiderare questa decisione, cioè in in caso di totale rispetto di tutte le condizioni precedentemente esposte comprese quelle in materia di arretrati e l'implementazione di un nuovo sistema di pagamento per le corse attuali e future. Questo sarà interamente di competenza delle autorità italiane"

4 commenti:

  1. Italia senza vergonia

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  2. Quindi, se vorranno far rispettare seriamente questi importanti punti, si può già dire che siamo fuori dal circuito che conta.

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  3. Andrea e da mo come diciamo a roma che non siamo piu nell ippica che conta

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  4. come dargli torto . Siamo una banda di buffoni.

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