Ippica, Galoppo, Corse & Allevamento

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martedì, novembre 22, 2011

CONTROLUCE..di Mario Berardelli (24° puntata)

Siamo tutti più poveri, nel cuore, nella mente, nella nostra cultura e nei sentimenti. Come colmeremo il vuoto lasciato, nel pieno della sua vicenda esistenziale , da Armando Renzoni ? Un vuoto di educazione, signorilità, la stessa di papà Roberto, di disponibilità, i nostri sentimenti sono mortificati, colpiti duramente. Ne è commovente testimonianza la partecipazione di tantissimi di voi  che attraverso  questo blog hanno voluto rappresentare i propri sentimenti, insieme il proprio dolore e anche la incredulità. Oltre il sentimento, al di la del cuore, c'è un altro vuoto enorme che la scomparsa di Armando  ha scavato ed è quello culturale in senso lato  nel turf in assoluto e nel macrocosmo  di Capannelle che per la sua dimensione è emblematico del settore su scala nazionale.  Lo hanno colto alcuni di voi che sono intervenuti ( meglio lo hanno ovviamente colto tutti e alcuni lo hanno esternato) e me ne sono trovato a discutere domenica con Elio Pautasso sempre attento  nel cogliere ogni aspetto che riguarda il nostro turf. Cosa rappresentava Armando in termini di cultura autentica nel panorama di Capannelle e del turf nazionale? Una perdita incalcolabile sotto questo profilo perchè Armando era una risorsa assoluta di cultura, di alto profilo tecnico , di rilevanza socio economica per tutti noi. Armando era crogiolo di cultura e di progresso, era punto di riferimento altamente mercuriano per un polo strategico nel turf come Roma. Da Armando transitava la crescita, la innovazione, il progresso, soprattutto , socialmente per il turf, a lui si potevano affidare coloro che , neofiti o collaudati, desideravano vivere la loro esperienza  nel turf al massimo livello possibile. Armando era una garanzia sotto questo e sotto tutti gli altri profili . La perdita di Armando Renzoni , che almeno per altri 15 anni  , sarebbe stato uno dei motori indispensabili del nostro galoppo, è incredibile , è insieme , logicamente, un dolore umano e sentimentale ( io per anagrafe sono ippicamente cresciuto in parallelo) ma nello stesso tempo incolmabile sotto l'aspetto  di cultura assoluta. Siamo davvero più poveri sotto ogni profilo. Armando è stato mercuriano ante litteram, vi rendete conto che ha corso, secondo di un baffo, le Irish Oaks con Atoll oltre 20 anni fa e che ogni volta che è stato possibile ha cercato confronto e valorizzazione , che ha sempre, lui come per fortuna quelli della sua pasta e scuola, finalizzato il suo lavoro, la sua arte all'obiettivo della selezione che è il fine del turf ?  Una delle sue frasi preferite, meglio uno dei concetti, era che.... non mi interessa la routine, voglio sempre vedere se in un cavallo si nasconde il campione. Questo è lo status intellettuale del turf per il quale , quelli come noi, si battono e Armando era punta di diamante di questo schieramento. Ora non c'è più, un colpo tremendo del quale ci accorgeremo solo nel tempo  come è stato ovviamente in altri casi analoghi e penso a Lorenzo ma penso anche , visto che siamo nel 2011, al ritiro di Vittorio, cosi come di Valfredo, penso a Mill che ha ridotto.....come facciamo a combattere la nostra battaglia di cultura senza i nostri generali ....speriamo che tra i giovani ci siano potenzialità notevoli in tal senso e che in qualche modo si riesca  a trasmettere loro i giusti fondamentali per indirizzarli dalla parte giusta, è il compito-dovere difficile che abbiamo altrimenti , la deriva è questa, rischiamo la deculturizzzione del settore che farebbe molto ma molto comodo a tanti e che in buon parte è in atto.  Difficile allargare a questo punto il discorso per commentare tutte notizie che con magnifica puntualità il nostro Gabriele nel suo blog mercuriano per  eccellenza ci regala anzi trasmette . Kauto Star ci annuncia l'inverno, stagione sublime per i saltatori   nella madre patria, l'aperitivo fa venire l'acquolina, da non perdere. Le notizie dal far east ci ricordano che siamo  consacrato villaggio globale : peccato Orfevre, domenica Japan e poi Hong Kong , presto Dubai ,  è anche stagione oceanica con la nostra Black.... ci siamo lasciati alle spalle l'Europa, una volta si andava in letargo adesso si naviga anche se attraverso il mare di internet, guai a non cogliere il significato del messaggio e le implicazioni culturali e comportamentali che ha sul nostro turf. Guai a ripiegarsi su se stessi, guai ad uscire dal sistema , dal respiro ampio, dalla dimensione cosmica per ripiegare  su quotidianità ripetitiva  senza ideali. Ecco cosa dobbiamo a quelli come Armando.....

1 commento:

  1. ma umberto rispoli è partito per il giappone????sapete fino a quando sta via?

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