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sabato 16 gennaio 2016

Italians: Mirco & Co, italiani da esportazione. Per concessione di Trotto & Turf, il resoconto (parziale) di quello che hanno fatto i nostri jockey nel 2015 all'estero, cittadini del mondo. Ecco la prima puntata con

A distanza di qualche giorno, riproponiamo un interessante resoconto di quanto hanno realizzato i nostri fantini lontano dall'Italia nel corso del 2015. Si tratta solo di una prima puntata, mancano ancora all'appello altri prestigiosi jockey qui non menzionati visto che siamo partiti da quelli che hanno effettuato vere e proprie scelte di vita; la seconda ve la mostreremo nei prossimi giorni ed è uscito proprio sabato 16 Gennaio sull'edizione trisettimanale del Trotto & Turf per la cui concessione vi riproponiamo questo qui di seguito. Buona lettura. 
Italians, a volte necessità, a volte virtù. Condizionati da un ippica che non valorizza ma demoralizza, molte professionalità se ne sono andate all’estero a cercare fortuna. Alcuni l’hanno trovata, altri si sono semplicemente stabilizzati in un sistema che funziona, altri fanno esperienze trimestrali, semestrali o annuali per cambiare la propria visione del mondo. Siamo ad inizio anno ed è utile vedere come si sono comportati i nostri alfieri, e si tratta di un lavoraccio perchè vanno sviscerati molti dati ed il rischio di incappare in un errore è sempre dietro l'angolo. 
  • Sicuramente, il migliore della stagione all'estero è stato Mirco Demuro il quale dopo aver acquisito la licenza ufficiale per montare nel circuito JRA, ha ottenuto 118 vittorie in stagione, con una media del 19% circa, e la leadership delle somme vinte con ¥2,803,146,000 al traguardo, l’equivalente di oltre 2 milioni di euro. Tecnicamente indimenticabili i 4 G1 dominati: Con Duramente ha vinto le 2000 Ghinee ed il Derby giapponese, con Sambista la Champions Cup e con Leontes le Asahi Hai Futurity Stakes. Senza dimenticare le altre 6 pattern vinte in stagione, e quelli sfiorati di un muso. Il prossimo anno sarà quello della definitiva consacrazione, probabilmente, e partirà per vincere la Classifica visto che pur rendendo 3 mesi, è arrivato ad un passo dal titolo. “Non avrei potuto chiedere di meglio, è andata davvero benissimo e qui mi sento come a casa. Non so cosa chiedere al 2016, sperare di farlo diventare migliore è difficile, ma ci spero e parto carico per la nuova avventura. Il 2015 mi ha regalato anche la chance di Duramente, che si è fatto male, ma nelle ultime settimane ha recuperato dall’infortunio e si è rimesso in carreggiata. Ecco, lui è un cavallo forte e volevamo puntare all’Arc, spero intanto recuperi bene ed il mio 2016 parte con questa aspettativa”. The Magic ha iniziato il suo 2016 a Nakayama dove ha subito ottenuto una vittoria, 2 secondi posti ed un terzo in G3 nel Nakayama Kimpai su Flucky. Nella seconda e terza settimana ne ha vinte altre 4. Insomma, ha cominciato a rullare. Il suo omologo francese CP Lemaire ha attaccato subito la classifica con una tripletta in giornata, e questo sarà il leit motiv della stagione. Da lontano, ma lo osserveremo. 
  • Fratello Cristian in Francia ne ha vinte 67 nel corso del 2015. Anche per lui è stata una annata per certi versi indimenticabile.. Una serie di prestazioni sempre più convincenti, una vittoria al Royal Ascot con Suits You e sul finire della stagione il contratto con Gerard Augustin Normand che ne farà uno dei fantini più considerati nel 2016, anche in ottica “grande mare” della visibilità. Senza dimenticare che in Italia ha fatto comunque sentire il peso con Regina Elena e Derby vinti con le seconde scelte, apparentemente, della Effevi, con Sound Of Freedom prima e Goldstream poi. In Francia ha vinto anche il Ventaux G3 con Olorda. Ah, in Italia è venuto per montare 124 volte ed ha vinto 31 corse, il 25% in pratica. Ogni volta che scende, il sorcio, si fa notare. 
  • Umberto Rispoli si è confermato ancora una volta, per lui 54 vittorie in stagione ed una continua ricerca di un ruolo di prestigio nell'ippica francese. Molti gli danno fiducia, lui vince e si piazza parecchio in confronto ai cavalli e alle chances che monta, ma la sua nomea non riesce a decollare nei piani alti. Comunque, ha la stima di Mikel Delzangles ed una ottima prolificità... ci sta girando da un pò, prima o poi imbroccherà il canale giusto. Lui è comunque molto soddisfatto, considerato che ha cominciato a montare a metà marzo e smesso in Novembre, per tornare ad Hong Kong. Nell’ex colonia britannica ha ottenuto 17 vittorie. In Europa ha vinto 2 pattern in Francia con diverse Listed, il Gran Criterium tedesco, il Presidente della Repubblica con Cleo Fan, il Ribot ed il Vittadini con Kaspersky… insomma, alla fine lo scugnizzo di San Severino Marche può ritenersi soddisfatto: “Ritengo di avere vissuto una stagione molto positiva, iniziata tardi e finita prima. Ho sempre fatto il freelance e non ho problemi a continuare, qualora arrivasse un contratto lo considerei ma non mi straccio le vesta se non concretizzo nulla, perché è sempre un’arma a doppio taglio e poi, da italiano, siamo più soggetti a critiche, quando siamo all’estero. Da HK mi hanno chiesto di rimanere tutto Febbraio, ma penso di declinare perché sono motivato a fare bene in Francia da subito. Ho il giro e i miei contatti, che ovviamente spero di incrementare”. Tien’e ppall!
  • Rimanendo in Francia sono da registrare le 17 vittorie di Gabriele Congiu, un ex jockey leggero in Italia, che si sta ritagliando il suo spazio anche in Francia. Molte di queste 17 affermazioni sono arrivate a grossissima quota, un pò come succedeva in Italia dove è noto proprio per i colpi a doppia cifra. Non è stato per lui un anno facile dopo una caduta a Dicembre 2014 e prima parte del 2015 compromesso.. Poi ad Aprile ha lasciato Marsiglia ed è volato a Saint-Cyr-les-Vignes, vicino Lione, dove collabora con Jean Pierre Gauvin che ha una 70ina di cavalli. Alla domanda se tornerebbe in Italia, ha risposto: “Sinceramente no, sto bene dove sto, qui c'è un'organizzazione e una regolarità che da noi non c'è. Inoltre ormai ho visto che in Italia i premi sono minimi, qui i premi sono buoni sei sempre pagato.. ho faticato tanto per guadagnarmi le mie monticine, non vale la pena mollare. Magari un giorno, se tornasse tutto regolare, ci penserei. Ora no”. E poi onestamente Saint-Cyr-les-Vignes fa molto più chic di Rho o Pero, per dire. 
  • 17 sono anche le vittorie di Pasquale Borrelli che nell'autunno ha preso la via della Corea del Sud e si è stabilizzato a Busan. Quindici le vittorie nel 2015, ha iniziato subito bene il 2016 con 2 affermazioni che vanno dunque sommate alle 15 del 2015. Qualche giorno fa ha firmato un altro accordo per altri 6 mesi, dunque esperienza che durerà fino a fine Giugno, poi deciderà cosa fare. Pasqualino mangia poco, è magrissimo, ma l'esperienza deve avergli fatto bene perchè vince ed è in forma bestiale. Ed in più lo hanno raggiunto i “piezz e core” Rita e Alice, pronti a fargli compagnia e per incoraggiarlo in questa avventura sinora prolifica. Sempre in Corea, Nicola Pinna non ha ancora avuto modo di decollare. Per lui 3 vittorie da quando è emigrato in cerca di ulteriore fortuna, dopo aver vinto 61 corse in Italia, e per fare un po’ d’esperienza in più. Probabilmente a breve tornerà in Italia, anche se ne ha vinte due negli ultimi giorni, ma vi sapremo aggiornare meglio.
  • In medio Oriente abbiamo qualche giorno fa documentato di Marco Monteriso, Pierantonio Convertino e Alberto Sanna. Quest'ultimo è tornato in pista a soli 40 giorni da un grave infortunio ed ha subito colpito, in Bahrain. In Qatar il jockey sardo ha 5 affermazioni in stagione, ma va considerato il lungo stop. In cima alla classifica del Qatar per numero di vittorie troviamo Pierantonio Convertino con 15 affermazioni ed una serie notevole di piazzamenti. Oramai è una certezza, così come lo è Marco Monteriso titolare di 13 vittorie in stagione. Al duplice vincitore di Derby italiano manca il belpaese, ma in medio oriente sta vivendo anche lui una bellissima esperienza a contatto con Stefano Ibido.. e proprio qualche giorno fa è arrivata una vittoria nelle Oaks..locali. locali perché si disputano a Dicembre, non perché non siano purosangue inglese. Speriamo che non vogliano riscrivere centinaia di anni di tradizioni del vecchio continente. Comunque sono belle soddisfazioni per italiani in Qatar, e si sono aggiunti negli ultimi mesi anche Juares Marcialis e Antonio Ragno, ad infoltire la colonia di connazionali vittime della situazione così brutta in Italia. 
  • L’italiano di Germania più conosciuto e più noto è certamente Daniele Porcu, che ha vissuto un 2015 di alti e bassi. Certamente più alti, perché da qualche anno è stabilmente in cima alle classifiche tedesche ed in più dallo scorso anno ha cominciato una bella partnership con uno che si chiama Peter Schiergen. Le vittorie nel 2015 sono state 54 con una media del 12%, a poche vittorie dalla coppia in testa Alexander Pietsch e Andrasch Starke a quota 86. Ma la seconda parte di stagione è stata infernale per Jack Daniel Porcu che a causa di una botta alle gabbie si è procurato un problema trascurato, che ha causato una trombosi sulla vena renale che mi ha procurato un ematoma interno. Ricoverato per 10 giorni in ospedale, è sulla via del recupero.. ma per la prima volta in 10 anni salterà il meeting di St Moritz. Comunque, Auguroni! Sempre in Germania ha cominciato bene l’annata Miki Cadeddu autore di un doppio a Neuss. Lenticchia ha chiuso il 2015 con 28 vittorie ed oltre 100 piazzamenti, con percentuale di vittoria prossimo al 10%. Tra gli altri "Italienisch" va annoverato anche il giovane Tommaso Scardino, emigrato qualche anno fa quando in Italia non era molto considerato, che ha preso un giro discreto che gli ha fruttato un bottino di 20 vittorie ed oltre 60 piazzamenti in 176 corse disputate.
  • Alla voce giovani all’estero che vogliono ritagliarsi uno spazio sulla scia di altri connazionali, c’è Gabriele Malune. È un classe 1996, è allievo presso Luca Cumani ed ha esordito vincendo ad una quota esorbitante di 33/1. Poi altre 2 corse, 2 np, ma la consapevolezza che piano piano troverà altre occasioni. 
  • In America chi ha vissuto una stagione sopra le righe, ed è probabilmente uno dei jockey italiani meno considerati, anche per via del low profile e della quasi totale mancanza sui social che danno sempre visibilità, è Luca Panici. Classe 74, da qualche anno stabile in Florida, ha vissuto la sua migliore stagione della carriera con 84 vittorie e 179 piazzamenti che hanno fruttato $2,339,192. Il suo precedente record è di 62 vittorie nel 2014. Sono lontani i tempi di Blood Cold a Milano, nel Settembre 1990, la sua prima vittoria in carriera; Ma il jockey italiano sebbene non sia più un “pischelletto” sta vivendo una seconda giovinezza in un circuito difficile come quello di Gulfstream Park, dove monta gente come Javier Castellano, Luis Saez, John Velazquez etc.. Per il terzo anno consecutivo è nei primi dieci in Florida nel spring-summer-fall meeting sia per vittorie che per somme vinte, quest'anno ha inoltre vinto vinto 5 stakes a Gulfstream e 1 a Mountaineer (VA)...Ora vive con Karen a Pembroke Pines, e si gode il sole della Florida alla faccia di noi italiani. 
  • La quota rosa è garantita da “mademoiselle” Jessica Marcialis, diventata pro nel 2014 quando è volata in Francia e autrice di un 2015 non indimenticabile per vari motivi.. comunque, tra le note positive da sottolineare sicuramente la vittoria con Monte Fanum, cavallo italiano, ed il quarto posto nella classifica dei fantini in gonnella. Talmente brava in Italia che ha dovuto confrontarsi all’estero, torna nel belpaese ogni tanto, ma vince meno degli altri anni. Ma non è una carenza: capita spesso di chiedersi che fine hanno fatto certi talenti; passano inosservati perché vincono meno o si evidenziano meno, ma elaborano un percorso e poi tornano arrembanti qualche anno dopo. È il caso della giovane jockette.. che ha aspettative per il 2016 sicuramente più effervescenti del 2015: Il 1° Aprile effettuerà una sorta di pre esame per essere ammessa alle candidate per il corso allenatori, per cercare di aprofondire quel percorso di crescita iniziato 3 estati fa quando si è trasferita in Francia, per cercare di diventare l’altro polo italiano in Francia dopo Simone Brogi, Ale Botti, Gianluca Bietolini e l’altra colonia di “les italiens”. Collabora al mattino con Francis Henry Graffard, “cinguetta” con David (ah, l’amour!) e chiaramente la passione per la sella, sui cui salire, rimarrà immutata. Vai Jessica!
  • La terra d’albione ha dato tanto, in termini di bagaglio d’esperienza e rinomanza, ad Antonio Fresu che è apparso rinforzato in ogni aspetto della sua professionalità. Al primo anno da “rookie” in Italia per poco non vince il titolo, complice la fiducia dei Botti e della sua prolificità condita con 146 vittorie, ed una lotta a colpi di affermazioni contro Dario Vargiu e Carlo Fiocchi, due squali. Certo, non mancavano sbavature, ma un bel giorno ha deciso di investire su se stesso ed è partito verso Newmarket. Scelta mai fu più azzeccata perché, sebbene non abbia montato così tanto, è migliorato in ogni aspetto: Tattico, in spinta ed in incisività. Il 2014 gli ha regalato solo 2 vittorie in Inghilterra e 23 in Italia, il 2015 lo ha vissuto con 13 vittorie in Inghilterra (ed una media del 17%) collaborando con Ed Walker, mentre in Italia è sceso in alcune giornate solamente accumulando comunque 16 vittorie e tanti piazzamenti. Il tutto condizionato da un infortunio abbastanza serio che lo ha tenuto fuori per un pò. I numeri non traggano in inganno. Il ragazzo è un classe 91, ha stoffa, e osiamo dire che se dovesse tornare in Italia stabilmente nel 2016, lotterebbe certamente per il titolo. Cercherà ancora soddisfazione all’estero, siamo certi troverà anche lui il filone d’oro. One to consider!
  • Abbiamo dimenticato qualcuno? Beh, diremmo di no se consideriamo Frankie Dettori ed Andrea Atzeni oramai ippicamente lontani dall’Italia. Frankie non ha bisogno di presentazioni, ha vinto tutto dappertutto ed è un evergreen senza tempo. L’accoppiata con il miglior Gosden della carriera, il miglior 3 anni (Golden Horn) ed il miglior 2 anni (Shalaa), poi Undrafted, Dubday, Star Of Steville, ha portato in cascina 10 vittorie di G1, oltre alla solita dose di vittorie massicce ad ogni livello. Solo in Inghilterra sono 75 le affermazioni, 6 in Francia, senza contare Germania, America e chissà quale altro paese dove ha messo la bandierina. Frankie è Frankie, fuori categoria. Andrea Atzeni ha avuto un’altra stagione regolare, quest’anno sotto contratto con la Qatar Racing che gli ha fatto perdere delle opportunità in termini realizzativi e difatti non ha confermato le 125 vittorie del 2014, realizzando “solo” 76 centri ma condizionati come detto da un contratto fisso. Le somme vinte, però, ci hanno quasi guadagnato con oltre £3,3 milioni vinti… Piange lo stake, negli ultimi anni tremendamente positivo, quest’anno a -74,43… Ahia! Ma Andrea ha vinto ancora il Racing Post Trophy, il St Leger ed il Fillies & Mares, nella stagione, senza dimenticare le King George con Postponed, solo parlando di G1 con altre 10 pattern in cascina. Il 2016 per lui dirà molto, ma non c’è dubbio sia uno dei fantini più quotati, per l’avvenire, sulla scena mondiale.

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