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domenica 29 novembre 2015

Giappone: Shonan Pandora beffa i maschi nella Japan Cup, battuto Last Impact con Ryan Moore. Demuro 5°, Erupt 6°

Per la quinta volta negli ultimi 7 anni, una rappresentante del sesso debole ha battuto i maschioni della Japan Cup. Femmina, per modo di dire però, quando hai un fisico da virago e gambe fortissime. E così, dopo Vodka, Buena Vista e due volte Gentildonna, ecco la Japan di Shonan Pandora (Deep Impact) una 4 anni che, alla prima esibizione su una distanza più lunga dei 2200 metri, ha dimostrato di avere stamina e gran classe, pur avendo vinto in passato massimo in G2 ma trovando la sua dimensione a Tokyo in una giornata che l'ha consacrata fortissima e può ancor più farne pensare un progresso a 5 anni. La cavalla di Tomokazu Takano, montata da Kenichi Ikezoe, ha giostrato al centro del gruppo per tutta la gara in una prova dove l'andatura è stata come al solito abbastanza svelta con una misura di 59,2 per i primi 1000 metri; In retta i 18 partecipanti hanno aperto i rubinetti e quella che si è presentata meglio è stata proprio Shonan Pandora che, all'epilogo, ha praticamente slalomeggiato facendo capire di avere un'ora in mano, passando di slancio il favorito Lovely Day (King Kamehameha) e ancor prima Mirco Demuro con Sounds Of Earth (Neo Universe), beffando nei 50 metri finali Ryan Moore che stava per compiere un capolavoro su Last Impact (Deep Impact), filtrando per corsie interne...
Nel solito mucchione selvaggio, come detto Mirco Demuro ha cavato il sugo dalle rape ottenendo un quinto posto vicinissimo ai primi, mentre per gli europei va menzionato il sesto posto di Erupt (Dubawi), il migliore degli europei, che ha fatto un corsone ma ha perso break e un risultato migliore all'ingresso in retta, quando Stephane Pasquier si è fatto chiudere clamorosamente. Sesto, ma a 2 lunghezze dal primo, dunque una prestazione da sottolineare. Degli altri del vecchio continente Nightflower (Dylan Thomas) è arrivata 11°, Trip to Paris (Champs Elysees) 14° e Ito (Adlerflug) ultimo lontano dopo aver fatto qualche difesa in zona gabbie di partenza. Da sottolineare anche il 10° posto del canuto Gold Ship (Stay Gold), uno dei più attesi dei locali, che stavolta ha fatto fin troppo il bravo partendo normalmente, producendo una gran progressione sulla dirittura opposta, e calando nel finale al largo di tutti. Certo, non una condotta tattica impeccabile, ma sembrava gli mancasse il furore agonistico dei giorni migliori e nonostante ciò, è vicinissimo ai primi nel solito arrivo in un fazzoletto tipico delle corse giapponesi. Come ci dicevano quando andavamo a scuola: Alterno. Potrebbe fare di più. IL RISULTATO COMPLETO DELLA JAPAN CUP QUI. IL VIDEO DELLA CORSA QUI.

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