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lunedì 11 giugno 2012

Vecchio St Leger: Attrazione fatale (da Per Sport di Venerdì 8 Giugno)

Estrapoliamo e riproduciamo un interessantissimo articolo pubblicato su Per Sport di Venerdì 8 Giugno, a firma di Mario Berardelli. L'argomento, l'avrete capito dal titolo, è il tema che sta tenendo banco attualmente sugli eventuali progetti Classici o non del Derbywinner Camelot, e quindi sull'eventuale scelta del suo entourage di imprimere un marchio definitivo nella storia del galoppo mondiale, 42 anni dopo un vincitore di Triple Crown Europea cvome Nijinsky, oppure razionalizzare ed attualizzare il mero valore commerciale e non sportivo di un cavallo in modo diverso, e quindi, di conseguenza trattare sul significato nell'era moderna del St Leger. A voi il gusto della lettura: Una raccomandazione, fatelo fino in fondo...non mancheranno sorprese.
Le vedove inconsolabili, rigorosamente in completo nero con tanto di velo, hanno forse interrotto il loro lungo pianto dirotto accanto alla salma del caro estinto.  Forse un nuovo amore  sta per ridare loro forza e vigore perduti  nel dolore  della veglia ….. Il caro estinto sono le corse per i fondisti, disperse  e per le quali si attende la dichiarazione di morte presunta che solo le lungaggini burocratiche  rallentano e ritardano. Il nuovo amore, vecchia fiamma,  è un giovanotto di oltre 230 anni  che forse sta per riuscire nella impresa di tornare a corte in pompa magna  grazie ad un principe  azzurro di nome Camelot che ha sconfitto già due draghi e  , dicono le vedove inconsolabili, per  raggiungere la sua regina deve anche sconfiggere il terzo, appunto il vecchio signore di 230 anni che risponde al nome del colonnello St Leger e che vive rintanato lassù , lontano da Londra, in quel di Doncaster e pare compaia una volta sola nell’anno, ai primi di settembre.  Tutto il mondo del turf attende l’impresa, figuriamoci sono 42 anni che non accade. 
Vero ma non ci si chiede  il perché non accada  …. Semplicemente perché non è più una impresa ma un inutile fatica senza gloria e senza conquiste remuneranti . Il vecchio drago non fa più paura.  I suoi parenti in tutto il mondo sono estinti ufficialmente o si sono imbastarditi aprendosi a tutti ….. vero forse sabato  dall’altra parte dell’oceano  cadrà  un tabù simile …. No, ben diverso.  Lo si aspetta da parecchio anche lì il triplice vincitore di corona ma è una corona differente , intanto è molto racchiusa nel lasso di tempo tra il primo e il terzo anello e lo stesso in fondo possiamo dire della distanza che è molto meno dilatata tra i due estremi.  Li ci provano tutti ed è durissimo riuscirci perché  è ambitissima e realmente qualificante.  Perché mai Camelot e quindi O’Brien e il team Coolmore dovrebbero disputare  il derby di Irlanda e  poi il St Leger Inglese ?  Hanno tra le mani un cavallo dal valore immenso che , commercialmente , può se riuscirà a centrare i bersagli giusti dilatare il suo valore  di tantissimo. Correndo derby irlandese e St Leger , quasi rischierebbe di diminuire il suo valore e in più, proprio Nijinsky insegna (altri tempi, altra cultura dominante quando riuscì nella impresa)  il St Leger lascia tracce, scorie che non si depurano facilmente : il fenomeno perse  dopo Doncaster  l’Arco a Parigi (tutto è discutibile: la maledizione di Lester  a Longchamp esorcizzata solo con Rheingold, il cammeo di Yves, la tenacia di Sassafras un cornone (il video di quell'Arc qui: http://www.youtube.com/watch?v=Aoz5DYPcZ5g ),  fatto sta che fu sopraffatto)  e poi persino le Champion  per mano di Lorenzaccio che non lo valeva mai.
Quindi Camelot si dovrebbe mettere in gioco e rischiare la sua reputazione commerciale per vincere (formalità ovviamente)  una corsa che potrebbe comprometterne altre ben più qualificanti e che soprattutto non vale più nulla tecnicamente e selettivamente parlando.  Al contrario , all’opposto, sta un programma mercuriano,  globale, al passo con i tempi, magnificamente  valorizzante  sia tecnicamente , selettivamente e soprattutto commercialmente che  prevede le possibili vittorie in Arco e Breeders Cup  che se ottenute farebbero concludere al fuoriclasse da Montjeu una annata da favola anzi da vera Corona  con la maiuscola.  Avete avuto la idea di andare a dare uno sguardo all’albo d’oro del St Leger inglese dai tempi appunto di Nijinsky? Ci sono alcune femmine che sono riuscite  nella impresa ed in effetti  sono campionesse: User Friendly,  Oh So Sharp, Sun Princess, Dunfermline, è vero.  Poi ci sono i maschi. Chi ha lasciato una traccia nella selezione , dal momento che questo è lo scopo?  Nijinsky ovviamente ma possiamo dire per quello che  ha fatto di altro,  e poi? Nulla da quel pomeriggio, onestamente nessun vincitore che sia anche un continuatore, sono fuori dal computo gli ultimi che non hanno ancora potuto dimostrare e prima che  qualche vedova  salti su giochiamo di anticipo e ammettiamo pure che Sixties Icon  è partito bene come padre ma insomma c’è tempo.  Ci sono stati ottimi cavalli vincitori ma non riproduttori o meglio continuatori e comunque quasi tutti  con in tasca ben altri traguardi : Bustino, Bruni Crow, Reference Point, Conduit. Ci sono stati buoni cavalli:  Julio Mariner, Commanche Run, Snurge, Shantou, Scorpion, Mastery, forse Masked Marvel.  Ci sono stati cavalli ordinari, gli altri e se  praticamente nessuno lascia traccia nella evoluzione della specie ci sarà pure un motivo : che questa è una non corsa ormai da 42 anni.  Eppure …..  il fascino , la tentazione perversa esiste per forza a questo punto della storia o della favola , fa tentennare padre Aidan, seduce John Magnier e scomoda persino uno studioso come Ian Underwood che esamina il pedigree (santo cielo come siamo vecchi abbiamo perduto con Poligamy le Ghinee contro Highclere ed eravamo lì), valuta tutto e insomma anche lui subisce il fascino della impresa non impresa.  Qualche cosa di diabolico esiste per forza.  Un che di pazzesco che riesce a spazzare ogni logica (come per le sigarette, gli alcolici o altro che fa male noi vi abbiamo dato le controindicazioni  poi però vi diciamo usate il prodotto) , ogni ragionamento serio ( non vorremmo essere nei panni del team Coolmore)  e che fa dire anche a noi, senza saperlo sotto effetto ipnotico, ebbri di incoerenza …. Tutta la vita il St Leger  perché come dice la pubblicità di quella carta di credito per tutto il resto  c’è lei è vero ma alcune cose non hanno prezzo  e tra queste  c’è la gloria di entrare nella Storia e nella Leggenda del turf  ed allora per un solo giorno anche  i più mercuriani  del mondo  del turf, il Coolmore, forse diventeranno vecchi  superati apollinei  e noi con loro.  A Doncaster, a Doncaster  e che il Dio del turf salvi il nostro re Camelot!

5 commenti:

  1. Il ritorno del buon Mario apollineo di nascita e mercuriano d'adozione.

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  2. A Roma si dice paraculo

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  3. Beh sai, più che paraculo...anche io ho ragionato che da una parte c'è il senso cinico del commercio e del pelo sul cuore (e secondo me prevarrà quello) ma in fondo il St Leger è sfida sportiva, proprio quello che ha contraddistinto, o almeno dovrebbe contraddistinguere l'ippica...
    Voi siete per la sfida sportiva o no?

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  4. IO NON SONO PER QUESTO TIPO DI SFIDA PIUTTOSTO VORREI VEDERLO VINCERE IL BC CLASSIC.

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  5. Tutta la vita Town Moor e la triplice corona.

    Poi, dopo aver vinto sul miglio, sul percorso classico e (si spera) anche il St. Leger, c'è sempre tempo per la ciliegina a 2000 metri. Ma ad Ascot, il 20 ottobre...


    Rp

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