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mercoledì 13 febbraio 2019

Questione Capannelle: Al Campidoglio prima la protesta e poi il tentativo di darsi fuoco da parte dell'allevatore Franco Pala. Ecco il racconto della giornata. In serata e venerdì altri incontri.

Con il presente post cerchiamo di fare un pò il punto della situazione sulla questione Capannelle, e capire quali possono essere gli sviluppi dopo una mattinata carica di tensioni nella quale c'è stata anche una dimostrazione di coraggio da parte di uno degli allevatori in orbita romana.
Vi raccontiamo non solo la mattinata e quelle che sono le sensazioni raccolte, ma diamo uno sguardo all'immediato futuro ed i probabili scenari:
Dalle ore 8,30, questa mattina al Campidoglio circa 150 persone, dati della Questura, ha manifestato in maniera pacifica. Per quale motivo? Per sensibilizzare la politica sulla "questione Capannelle" e velocizzare i tempi, che si preannunciano lunghi, e per cercare di avere un riscontro da parte dell'Amministrazione Capitolina circa la riapertura dell'impianto che avverrà, secondo quanto già espresso, solo quando verrà determinato un canone che poi in seguito dovrà anche essere accettato dall'attuale gestore Hippogroup.
  • Vale la pena sottolineare che i presenti hanno dichiarato che non erano necessariamente contro il Comune o contro Hippogroup, ma essenzialmente contro la scarsa informazione o la lentezza della burocrazia italiana. Avendo molti cavalli stanziali a Capannelle, i maggiori allenatori (ma anche i più piccoli) di stanza a Roma (c'era anche Giuseppe Botti con sua moglie) chiedono tempi e soluzioni veloci, necessari in questo lavoro.  In questo momento, comprensibile, c'è una situazione di forte stress anche psicologico.
La manifestazione ha subìto momenti di tensione quando l'allevatore Franco Pala, sotto stress, ha minacciato di darsi fuoco gettandosi addosso della benzina e cospargendosi di liquido infiammabile su tutto il corpo. Il signor Pala non ha fatto in tempo ad accendere la fiamma perchè circondato immediatamente dalla polizia celere, in presidio, che gli ha spruzzato abbondanti dosi di liquido dell'estintore, vanificando fortunatamente qualcosa che sarebbe potuto diventare peggiore di quello che è stato. LA FOTOGALLERY CLICCANDO QUI.
Nella colluttazione si è anche infortunato un agente, che è stato portato via in barella, ma senza gravi danni a quanto pare. A quel punto la folla dei manifestanti è stata in qualche modo arginata e la manifestazione è finita gradualmente per scemare, prima del previsto, a causa di questo increscioso incidente.
Alcuni degli striscioni esposti recitavano così: "Raggi stai uccidendo l'ippica romana", "Giù le mani dall'ippodromo", "Capannelle=Flaminio. Grazie Frongia".
  • Possiamo aggiungere una novità. Nella tarda mattinata di mercoledì l'Avvocato Saolini, che si occupa della parte legale del Comune di Roma, ha parlato con gli uffici legali della Hippogroup per predisporre un incontro che avverrà, se tutto è confermato, nel tardo pomeriggio di mercoledì proprio per cercare di mettersi seduti ad un tavolo ed affrontare la tematica in serenità. Non sappiamo se la riunione sia stata richiesta in relazione alla Manifestazione o in maniera comunque autonoma. Di sicuro venerdì 15 ci dovrebbe essere un altro "famoso" incontro che, dopo la lettura dei bilanci già presentati la settimana scorsa, sancirà il valore dell'affitto che il Comune intende far pagare alla Hippogroup (si parla, ma non è confermato, di una cifra raddoppiata rispetto alla attuale di €66,000). In caso positivo si può tornare alla normalità in breve tempo, seppure parziale, in attesa del bando. In caso negativo le varie organizzazioni hanno già annunciato che non si fermeranno certo a guardare. 
Eravamo presenti ed abbiamo raccolto vari spunti dalle persone coinvolte nella vicenda, eccone alcuni.
Giuseppe Satalia, in rappresentanza della frangia più facinorosa degli operatori ippici, ha dichiarato: "È stata una manifestazione molto partecipata, con tanta gente, ma purtroppo il Comune non ci ha ricevuto. Siamo molto preoccupati perché dopo il tavolo tecnico di qualche giorno fa mancano ancora elementi ben definiti per consentire l'avvio delle corse, come ad esempio la determina comunale che fissa il canone di affitto dell'impianto. Senza un accordo fra le parti, a fine mese Capannelle dovrà cessare la sua attività Il nostro impegno non finisce qui. Stiamo organizzando altre manifestazioni nei prossimi giorni".
Il Siag, capitanato da Roberto Faticoni, intercettato telefonicamente, ha predicato calma e continua a ribadirlo: "Abbiamo già detto in più occasioni che secondo noi la manifestazione, così fatta, non avrebbe portato a nulla. Siamo in contatto con il Comune, con Hippogroup ed anche con il Ministero. Ci è stato promesso che sono al vaglio e alla lettura dei bilanci presentati dal gestore dell'ippodromo, fino a data da destinarsi. È stato chiesto l'avvio delle corse per il mese di Marzo, e c'è stato l'impegno a trovare una soluzione per il 15-20 febbraio. Fino ad allora, aspetteremo. In caso contrario, organizzeremo anche noi delle manifestazioni di protesta. Ma fino a quel momento abbiamo intenzione di rispettare il lavoro altrui".

  • A margine di questo ci sono stati vari capogruppi di opposti schieramenti politici al M5S che hanno detto la loro della situazione. In particolare Mauro Antonini di Casa Pound, con un post Facebook che trovate qui sotto, e poi anche il presidente nazionale di Assotutela, Michel Emi Maritato, Adriano Palozzi e anche Sergio Ambrogiani, segretario del PD del Comune di Marino il quale ha dichiarato: “Si fa sempre più drammatica la situazione dell’ippodromo delle Capannelle, le cui attività sono al palo a causa della irresponsabilità e della inefficienza della amministrazione Raggi e dell’assessore Frongia. Oggi sotto il Campidoglio, c’è stata la sacrosanta protesta degli esponenti dell’ippica, preoccupati dello stallo di cui è preda il celebre impianto sportivo. Ricordo, infatti, che il Comune di Roma ancora non ha predisposto il bando di gestione dell’ippodromo, né ha fornito risposte sul canone annuo di locazione per la società Hippogroup con l’infausta conseguenza del blocco delle corse e del rischio licenziamento per centinaia di lavoratori, capitolini e dei Castelli Romani. Di fronte a tutto questo, Frongia ha anche il coraggio di scappare dalle responsabilità e di non ricevere una delegazione di manifestanti: un comportamento istituzionale grave, che la dice lunga purtroppo sull’interesse grillino a salvare uno dei simboli dello sport di Roma. Esprimo la mia solidarietà e la mia vicinanza ai lavoratori di Capannelle e agli addetti all’ippica, non molliamo un centimetro”.

Qui sotto la spremuta social sulla vicenda.






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