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domenica 6 ottobre 2013

Riflessioni: Una doppia lezione. Per concessione di Trotto & Turf, Mario Berardelli parla della situazione istituzional-ippica italiana, in relazione a quello che avviene a Longchamp

Oggi si corre l'Arc de Triomphe. Da appassionati seguiremo avidamente una rassegna diventata fondamentale in Europa e nel mondo, ma da ippici italiani ad oggi possiamo solo osservare attraverso il buco della serratura quello che avviene a Parigi. Eppure una volta...Mario Berardelli, in occasione della corsa più importante in Europa, ripercorre quelle che sono state le problematiche che ci hanno fatto arrivare a questa situazione, sperando che in un prossimo futuro si possano costruire solide fondamenta per il prossimo ventennio (tanto ci vuole per tornare ad avere un ruolo ippico europeo). 
E noi? Il nostro sgabello nel famoso salotto buono lo avevamo conquistato. Sgabello senza schienale per carità non certo una poltrona o addirittura un divano d’autore, quelli sono da sempre riservati ai frequentatori storici e giustamente. Eppure con tanta fatica, tanta crescita tecnica e di cultura, eravamo stati ammessi nel “sancta sanctorum” e in taluni casi anche con qualche titolo mica male: muovevamo un bel po’ di denaro con i nostri acquisti di foals, yearlings, fattrici, monte e poi ancora pensioni se non addirittura in alcuni casi di farm vere e proprie. Oggi stiamo vendendo tutta l’argenteria. Eravamo li seduti più o meno comodi, avevamo fatto posto ai vari nuovi arrivati o ammessi come il Giappone, per lui è pronta una bella poltrona, o la Germania , senza un soldo ma che fascino e quindi almeno una bella sedia, e poi il Sud Africa, il far east e via cantando. Noi eravamo li , i nostri operatori , nessuno escluso, lo avevano meritato, il lavoro di una vita …. Poi c’è stato il terremoto , lo sapete bene e ne conoscete i devastanti effetti. Siamo stato rasi al suolo, anche da qualche ippico purtroppo, sotto certi aspetti che purtroppo in tanti non riescono a comprendere nella portata e nella dimensione. Sarà difficilissimo risalire, ricostruire, rinascere anche perché, assolutamente giustamente, in parecchi , come insegna in fondo la Storia, sono stati costretti a cercare fortuna lontano ma nello stesso tempo abbiamo perduto genialità, competenza, professionalità. L’Arco è la madre di tutte le corse, ha ripreso chiaramente lo scettro e con la corsa anche la due giorni è tornata ad essere il momento più alto del turf nel mondo e nell’anno. Ebbene a corte la loro bella figura in anticipo la hanno fatta, ad esempio, due splendide realtà dalle quali, credeteci e non fate i pierini, non eravamo sotto certi aspetti molto distanti. Parliamo del Giappone e della Germania che davvero sono le più belle realtà, quasi opposte sia chiaro, del nostro turf. Orfevre ci è andato ad un passo e prima ci sono stati....CLICCA SOTTO PER CONTINUARE A LEGGERE...Deep Impact e ancora prima El Condor Pasa, i tedeschi hanno iniziato , nel turf moderno, con il pomeriggio shock, eravamo in tribuna, di Star Appeal ma negli ultimi anni la escalation è stata fulminante con Danedream oppure Novellist senza dire di Pastorius e di molti altri. Due modi di intendere il turf con un unico comune denominatore : l’alto respiro intellettuale e culturale e per il resto quasi tutto diverso ma il risultato è stato lo stesso ovvero essere autenticamente protagonisti di questo meraviglioso mondo e nel modo migliore. Proprio come, nel nostro piccolo, eravamo riusciti a fare anche noi e lo dimostrano non soltanto i risultati sul campo dei nostri allevati negli ultimi 25 anni ma proprio tutto il turf italiano nel suo insieme fatto di crescente eccellente professionalità e mentalità , su tutti per esempio pensiamo ai nostri fantini. Ecco , mentre assisteremo alla due giorni straordinaria non dimentichiamo di fare questa riflessione, magari amara. Potevamo esserci e quindi dobbiamo lavorare per provare a tornare ad esserci. A distruggere basta un attimo, per ricostruire ci vogliono lustri, purtroppo. Deve essere questo il nostro imperativo ora che, forse, tocchiamo ferro, siamo alla curva finale istituzionale. Forse tra una decina di giorni o anche 20 potremmo avere delle certezze ma il lavoro, sia chiaro, inizierà solo allora perché sarà su quello scheletro istituzionale che dovremo ricostruire la nostra ippica e questa volta non ci potremo permettere imbonitori, cantastorie, incompetenti e “solatori” vari. Lo dobbiamo alla generazione che sta crescendo e ha diritto ad avere le stesse chance che hanno avuto quelle che la hanno preceduto. Giappone e Germania in questi due giorni saranno celebrati e consacrati, comunque andrà a finire. Proviamo a risorgere anche noi dalle nostre macerie, tra poco non avremo più alibi, speriamo.

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