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sabato 23 marzo 2019

Ippica in lutto, addio a Mil Borromeo. L'uomo del Derby di De Sica e non solo...

All'età di 64 anni se n'è andato per sempre Mil Borromeo, l'uomo di De Sica e di tanti altri capolavori. Ma sarebbe riduttivo parlare di un personaggio come lui solo dal punto di vista ippico. 
Una persona dalla straordinaria sensibilità e uno dei migliori professionisti italiani nel settore.
Mil è stato uno dei protagonisti indiscussi nella storia dell'ippica italiana, una persona dal grande spessore umano, dotato di una profonda educazione e gentilezza, che ci ha lasciato a causa di un brutto ed improvviso male con il quale conviveva da qualche tempo, in particolare era rimasto vittima di un ictus a fine Febbraio, in Marocco dove viveva da qualche anno, e dal quale non si era mai ripreso completamente.
L'utima vittoria ufficiale nel Novembre 2013 con Tadam a Grosseto, Emilio ha vinto oltre 700 corse in carriera da allenatore e tra le sue creazioni anche Senlis, vincitore di Parioli G3, e Prince Kirk vincitore di Ispahan G1.
Qui sotto pubblichiamo una intervista realizzata da Nicola Melillo sulla Gazzetta dello Sport nel Maggio 2005, l'anno in cui la combinazione magica con Marco Monteriso diede vita ad uno dei Derby più inattesi ma anche sentiti degli ultimi 50 anni, con scatto poderoso nel finale per beffare quello che poi sarebbe diventato un campione internazionale come Ramonti, con l'omaggio di alcuni degli ippici che gli hanno voluto tributare un ricordo e non solo. Anche Christian De Sica, sul suo account ufficiale Instagram, ha voluto ricordarlo..
Ciao Mil, vogliamo ricordarti così...che la terra ti sia lieve.

«Ho vissuto mille emozioni, mille gioie professionali, ho nel cuore tanti cavalli, alcuni campioni. Ma un momento come questo si trascina una tale quantità di sensazioni da non competere con nessun altro avvenimento del passato. Signori, con De Sica ho vinto il Derby! ». 
Emilio Borromeo, 50 anni dei quali vissuti accanto ai cavalli, domenica a Capannelle ha coronato una carriera da primaserie nel panorama degli allenatori italiani: vincere il Derby con un cavallo tutto tuo, ma proprio tutto. Allevato, non venduto e allenato. Il massimo del massimo possibile. Come solo ai tempi eroici del nostro galoppo, quelli del genio di Federico Tesio, che aveva le capacità tecniche e mentali per realizzare imprese così a ripetizione. Ma quella di De Sica è una storia « fatta in casa » e per questo più affascinante. La racconta lo stesso Borromeo, appena ritrova la parola dopo aver asciugato l' ultima lacrima del pomeriggio di Capannelle: «Io ed Erika Ratti eravamo rimasti legati a Drifa, cavallina generosa e dolcissima. Si decise di tenerla con noi anche dopo una discreta carriera in pista ( ricordiamo il successo nel Poncia ndr ). Ed è nato questo puledrino. Il nome di De Sica? Confesso che quando si tratta di battezzare un cavallo mi affido a un libro sul cinema. Scorro i nomi e via. Ma nel caso di De Sica ho pensato senza dubbi di affidarmi al grande attore e regista Vittorio e al figlio Christian, che stimo entrambi moltissimo. « De Sica è figlio di Sri Pekan, che con i 2400 metri avevano poco a che fare. E così da subito ho pensato di impiegarlo su distanze brevi. Invece, la natura come vedete sa regalare sorprese meravigliose » . L' allevamento a cui Borromeo e Ratti si sono affidati per le cure di mamma Drifa e De Sica è quello di Franca Vittadini, a Besnate. Poi il passaggio alle aste. « Mi offrirono 14mila euro - continua Borromeo - , ma sinceramente mi sembrava davvero troppo poco. Io sono molto passionale e a me De Sica è piaciuto da subito, avevo intuito che non era un cavallo qualunque. Così me lo sono riportato a casa e abbiamo esordito con i nostri colori a San Siro finendo sesti » . « Poi, dopo la prima vittoria a ottobre, e lo leggo come un segno del destino, quella sera stessa andai a cena a Pisa, da " Poldino". Due tavoli più in là, manco a farlo apposta c' era proprio Christian De Sica. Non potei fare a meno di andare a salutarlo e raccontargli che quel pomeriggio aveva debuttato vincendo un cavallo chiamato come lui. Christian mi rispose: " Sono contento, le dico che questo nome le porterà fortuna e vincerà qualcosa di importante". Beh, eccomi qua » . De Sica il Derby se l' è meritato, ma in lui Borromeo ha sempre avuto certezze: « Allenare i cavalli sulle lunghe diritture di Pisa credo abbia avuto un peso notevole. Non ho la controprova, ma lui è stato da sempre un cavallo non tanto maturo mentalmente, ma molto atletico e lavorare in pista dritta in quel contesto l' ha sicuramente aiutato moltissimo. Non ha mai dato problemi e col tempo abbiamo capito che avrebbe potuto andar forte anche su distanze lunghe » . « Dopo il quinto posto nel Parioli abbiamo provato sui 2000 metri di una condizionata a Roma e si è vinto molto bene. Lì abbiamo capito che potevamo giocare le nostre chance al Derby » . Meglio di così... De Sica è stato allevato da Emilio Borromeo sui prati di Oriano (Va) della famiglia Vittadini.




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