Ippica, Galoppo, Corse & Allevamento

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sabato, marzo 02, 2019

Questione Capannelle, botta e risposta a suon di comunicati. Ecco la situazione! Campidoglio, Hippogroup, Anag e Centinaio parlano

Dopo il silenzio di giorni, da oggi sono uscite tante dichiarazioni. Di sabato! Poco fa sono arrivati 3 comunicati ufficiali molto interessanti e piccanti, ed una dichiarazione da parte di Gian Marco Centinaio, Ministro dell'Agricoltura che ultimamente si è mostrato molto vicino al nostro comparto.
Si tratta di un grande botta e risposta tra le due parti, ed ad un primo comunicato con le parole del Comune, sono arrivate subito anche le repliche di Hippogroup. Ma andiamo con ordine.
Uno lo ha diffuso il Campidoglio che, tramite una nota, ha annunciato che il dialogo con Hippogroup continua. Al contrario Hippogroup ha parlato con un altro comunicato immediato, rispondendo in maniera piccata. 
L'altro comunicato riguarda un fiammeggiante Ottavio Di Paolo, neo Presidente degli allenatori, che ha comunicato le azioni che intende intraprendere a difesa dei suoi associati.  Più sotto le dichiarazioni di Centinaio.

  • ''L'Amministrazione ed Hippogroup, a dispetto dei toni roboanti e minacciosi dell'ultimo comunicato stampa della società, continuano a lavorare e interloquire seriamente e per via ufficiale''. Così in una nota il Campidoglio. Qui sotto il resto del comunicato completo....

''La nota inviata ieri dalla società è ben più conciliante rispetto al comunicato e sottopone all'Amministrazione diversi punti, riportiamo di seguito i principali: la società afferma di non essere in grado di superare l'importo di 66.000 euro/anno: Roma Capitale ha infatti chiesto 66.000 euro/anno in attesa del pronunciamento giudiziale, lo ricordiamo, promosso da Hippogroup; la società ha presentato istanza ex art. 22 per l'applicazione delle norme transitorie in materia di concessioni: l'istanza è valida e, tramite il soccorso istruttorio, l'Amministrazione l'ha presa in carico e risponderà a breve; la società ha richiesto un canone certo (non a titolo di acconto) e nessun impegno per lavori, a partire dal 1 gennaio 2017 e fino all'indizione del nuovo bando: Roma Capitale non può derogare alla normativa vigente, questa specifica richiesta non è ricevibile''. ''Stante la evidente e reiterata volontà di Roma Capitale di trovare una soluzione alla questione di Capannelle, così come palesato più volte in tutti questi mesi dalle azioni messe in campo dagli uffici del Dipartimento Sport, si conferma quindi la rinnovata intenzione di accettare ove possibile le proposte della Hippogroup, diffidandola dall'iniziare le procedure di licenziamento e di abbandono dell'impianto come impropriamente dichiarato in queste ore e sollecitandola a riprendere immediatamente le corse".


  • ECCO LA RISPOSTA DI HIPPOGROUP: CAPANNELLE, REPLICA AL CAMPIDOGLIO La nota del Campidoglio è un'ammissione di colpevolezza, e contemporaneamente, una nuova presa in giro. Essendo venuto meno il rapporto di fiducia con l'assessore allo Sport Daniele Frongia e il suo Dipartimento, fatto che ha determinato l'assenza da parte loro, di una leale collaborazione diretta a trovare un'equa soluzione, i colloqui, tecnici e politici, con il Campidoglio potranno proseguire solo direttamente e unicamente con il Sindaco e il suo Gabinetto. Nel merito, nessuna delle contestazioni che Hippogroup muove alla dissennata gestione del dossier Capannelle, da parte dell'Assessorato allo Sport, testimonia la correttezza della nostra posizione. Aggiungiamo che l'istanza ex art 22 è stata presentata il 6 agosto 2018 e la risposta, che per la prima volta otteniamo oggi è un'ulteriore dilazione ingiustificata: essa doveva arrivare definitiva, non interlocutoria come oggi, già in 4 novembre 2018. Attendiamo questa risposta. Per quanto concerne la ridicola diffida a mezzo stampa che il Campidoglio presume di poterci rivolgere la rispediamo al mittente. Siamo noi a diffidare il Comune a interrompere i giochetti politici che vanno avanti da oltre 15 mesi. In assenza di concrete, reali, e amministrativamente valide novità confermiamo l’ineludibile avvio della procedura di licenziamento di tutto il personale conseguente alla riconsegna delle chiavi dell'impianto al Comune cui ribadiamo con forza, spetteranno gli oneri di sorveglianza, custodia e manutenzione. Le corse, il Campidoglio, se vorrà le potrà far fare a Zetema. Se ci riuscirà.  Hippogroup 

  • QUI SOTTO IL COMUNICATO DELL'ANAG Cari Associati Allenatori, vi rendo noto circa posizione di ANAG in seguito al comunicato fatto da HIPPOGROUP ROMA CAPANNELLE SRL, datato 1/03/2019 “RISCONTRO A NOTA PROT. N. EA/2252 DEL 22 FEBBRAIO 2019”.
Si rende necessario fare doverosa chiarezza:
Nel NUOVO REGOLAMENTO IMPIANTI SPORTIVI ROMA. L’art 22, comma 4° a cui si appella HIPPOGROUP recita:
“Con riferimento alle concessioni scadute, nelle more dell'espletamento delle procedure per l'affidamento in concessione dell'impianto sportivo, qualora nel periodo successivo alla scadenza siano stati rispettati gli obblighi previsti dalle leggi e dai regolamenti vigenti, al concessionario si applica il canone previsto dal contratto di concessione scaduto debitamente rivalutato.”

Analizzando tale articolo si evince chiaramente che la richiesta fatta il giorno 1/03/2019 dalla HIPPOGROUP circa la possibilità di una risposta dal Comune sulla sua istanza ex art 22 comma 4 risulta essere superflua. Il Comune non ha alcuna potestà-discrezionalità nell’applicazione del canone previsto dal contratto di concessione scaduto.

Se la HIPPOGROUP rientrerà nei requisiti di quel comma avrà chiaramente il diritto a quel canone. E’ palese che la HIPPOGROUP ha il timore di perdere il giudizio pendente previsto nel 2020 sulla determinazione del reale canone da applicare. 

L’Ing. Pautasso, come dichiarato pubblicamente nella trasmissione IPPICA DOMANI del 1/03/2019, ha il timore di incorrere in una BANCAROTTA FRAUDOLENTA se la SRL che rappresenta, nel 2021, fallirà a cagione della sopravvenienza dei 4 e + milioni non pagati per il biennio in contestazione. Si sottolinea che tale ipotesi però si prefigurerebbe anche se la HIPPOGROUP non continui la sua attività.

E’ anche vero quanto è emerso nella trasmissione di UNIRE TV che HIPPOGROUP ha ottenuto ed incassato dal Dicastero x Convenzione 12 Milioni annui e forse più in passato (basta osservare i BILANCI depositati) e che oggi la cifra è scesa da 12 a 4 milioni annui. Si ritiene quindi che la HIPPOGROUP SRL tema che il Tribunale civile la condanni comunque ha pagare un terzo del canone allora concordato.

Ciò posto, la Direzione Nazionale ANAG ritiene che la HIPPOGROUP deve tornare a gestire l’impianto di Roma Capannelle, altrimenti incorrerà in evidente INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO.  Ove nel caso ciò non avvenisse la DIREZIONE NAZIONALE ANAG  procederà con un provvedimento cautelare davanti al TRIBUNALE nei confronti di HIPPOGROUP. 

Tutti gli OPERATORI ippici devono, a nostro avviso,  mantenere fisicamente la possibilità di accesso ai BOX ed alle PISTE ed i cavalli devono rimanere nei loro BOX. 
Il tutto si prefigurerebbe in DETENZIONE QUALIFICATA, conseguente al fatto che, riteniamo, la LOCAZIONE o COMODATO che dir si voglia delle scuderie proseguirà con il COMUNE.
Tutto il discorso che precede giustifica, a nostro avviso, il continuare da parte di tutti gli OPERATORI circa la fruizione dell’IMPIANTO.  Tale FRUIZIONE è comunque l’esercizio di un DIRITTO, quello di SCIOPERARE nel proprio luogo di lavoro, in attesa che il DATORE di LAVORO, che è in questo caso il MIPAAFT, venga con i suoi funzionari per organizzare le corse (è un OBBLIGO) e che il COMUNE prosegua sin da oggi la manutenzione in efficienza dell’impianto. Vi è obbligato in base al suo Regolamento che all’art 1 recita:
“Gli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale sono destinati ad uso pubblico e costituiscono servizio pubblico e risorsa strumentale per il perseguimento di obiettivi sociali a sostegno della collettività. Il presente regolamento indirizza e regola la gestione degli impianti sportivi, secondo i criteri di efficacia, efficienza ed economicità, al fine di garantire una corretta e regolare gestione e manutenzione delle strutture ...........................”
La nostra ASSOCIAZIONE ha un titolo POZIORE nell’affidamento dell’impianto o quantomeno nella GESTIONE condivisa con il COMUNE DI ROMA dello stesso.

Per chiarimenti e delucidazioni sui percorsi da eseguire si rende necessaria e doverosa una riunione aperta anche a tutti gli operatori ippici interessati che vedono lesi i propri diritti con la mancata riapertura dell’Ippodromo di Roma Capannelle. 

Per una corretta organizzazione, sarà mia cura comunicare, in tempi brevi, luogo, data e orario della riunione.


Il Presidente Dott. Ottavio Di Paolo


  • QUI SOTTO PUBBLICHIAMO UN INTERVENTO DA PARTE DEL MINISTRO GIAN MARCO CENTINAIO A GIOCONEWS, con INTENTO DI VOLER NORMALIZZARE L'IPPICA. DOPO IL SILENZIO DEGLI ULTIMI ANNI, NON E' MALE UN INTERVENTISTA COME LUI. Parola al numero uno del Mipaaft, Gian Marco Centinaio, il quale offre la sua ricetta per il rilancio del settore in una intervista esclusiva a Gioco News. “L’ippica italiana, intesa come filiera, ha delle potenzialità attualmente 'soffocate' da scelte politiche del passato sbagliate”. Lo pensa il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, il quale in un'intervista esclusiva a Gioco News, pubblicata nel numero di marzo (consultabile online a questo link) mette nero su bianco i passi da compiere per rilanciare il comparto.


“Il settore può rinascere solo realizzando iniziative che richiamino l’attenzione del grande pubblico. Un primo passo è stata l’indizione di una gara comunitaria a procedura aperta per l’affidamento di servizi per la realizzazione di una campagna di comunicazione a supporto di eventi ippici su carta stampata, web, social e radio, che rappresenta un concreto progetto di accompagnamento per la ripresa del settore.
L'imminente predisposizione del bando per la Tv ippica dovrà contribuire a offrire una completezza d’informazione sugli eventi ippici e raggiungere la visibilità ricercata per il rilancio delle corse dei cavalli, presso un pubblico più vasto e vario rispetto agli attuali appassionati”.

Quali sono i provvedimenti urgenti che metterà in atto?
“Il nostro obiettivo è mettere in atto nel 2019 misure in grado di 'normalizzare' l’ippica. In questi mesi abbiamo proceduto alla risoluzione della problematica della sovvenzione delle società di corse per il 2018 e il conseguente pagamento che ha scongiurato la paralisi del settore, in quanto il provvedimento cosidetto 'Castiglione', recante i criteri generali per la classificazione degli ippodromi, creava effetti distorsivi.
Ci siamo assunti la responsabilità di abrogare il decreto n. 681/2016, in accoglimento delle richieste univoche degli operatori, in quanto avrebbe determinato la chiusura di un numero rilevante di ippodromi, con irrimediabili impatti negativi e una disomogenea distribuzione del montepremi e di emanare un nuovo provvedimento relativo alla sovvenzione delle società di corse, limitato al corrente anno di transizione, che consentirà nei tempi tecnici più rapidi possibili di sottoscrivere un accordo con le singole società di corse e, quindi, di procedere a regolarizzare i pagamenti delle relative spettanze.
L’approvazione del calendario annuale delle corse, richiesta invano da decenni dagli operatori ippici, consente la programmazione efficace delle attività connesse alle corse dei cavalli. La decisione ha consentito che l’Italia si allineasse alle altre realtà europee ed internazionali”.


In che modo secondo lei va rivisto il sistema della governance del settore?
“Ho fiducia nelle persone che ho scelto per costituire quella task force tra i cui compiti rientra la definizione di un nuovo modello di governance, operativo e gestionale del settore. Il Comitato tecnico è chiamato a studiare misure in grado, fin dalla loro prima applicazione, di rilanciare nel prossimo anno l’ippica”.


Le scommesse che ruolo hanno nel rilancio dell'ippica e quanto contano invece l'aspetto sportivo e della multifunzionalità degli ippodromi?
“In materia di scommesse l’ippica ha pagato a caro prezzo la decisione della riorganizzazione del settore dei giochi, basata sull’accentramento delle competenze inizialmente previste per il Coni e l’Unire presso l’Aams (ora Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Ndr). Abbiamo reso il parere richiesto al Mef per l’omogeneizzazione delle formule di scommessa a totalizzatore sulle corse dei cavalli, richiedendo da subito proprio per fronteggiare la crisi l’introduzione di nuove scommesse, il jackpot fisso accantonando montepremi e l’abbassamento dell'unità di scommessa sul Quintè.
Sono convinto che il rilancio del settore parta dal porre al centro del sistema il cavallo, per cui attenzione massima all’allevamento, ma anche all’aspetto sportivo legato a questo meraviglioso animale. In questo rinnovato contesto gli ippodromi devono sempre più puntare a migliorare l’accoglienza per riportare le famiglie a godere di questo sport”.


Gli operatori, e in particolare le società di corse, le hanno chiesto un incontro per analizzare le problematiche più urgenti, partendo dalla convenzione e dalle risorse. Qual’è l'intenzione del ministero su tali temi?
“Il confronto tra gli uffici dell’amministrazione e le società di corse verrà calendarizzato una volta completato l’iter di approvazione dei decreti che sanciscono i principi e criteri in materia di sovvenzione. La decisione presa con questi provvedimenti assicura un tendenziale equilibrio nella distribuzione delle risorse per il 2019, che è un anno di transizione, in previsione di una generale rivisitazione del sistema diretto a valorizzare il ruolo dell’ippodromo quale strumento per garantire, in una prospettiva dinamica, la coerenza tra l’apporto di ciascuno di essi all’esercizio della funzione pubblicistica di organizzazione delle corse e la remunerazione conseguentemente riconosciuta grazie all’apporto del Comitato tecnico”.


Molti ippodromi sono di proprietà comunale. Che ruolo devono avere gli enti locali nel rilancio del settore? Il caso Capannelle la preoccupa? In che modo intende intervenire?
“L’attività del Comitato deve consistere nel proporre un coinvolgimento dell’Anci, al fine di realizzare un percorso condiviso su una molteplicità di aspetti connessi al rilancio dell’ippica.
Uno di questi, allo studio del Comitato tecnico, consiste nel valutare la fattibilità di misure volte a calmierare i canoni richiesti dai Comuni e dagli enti locali proprietari degli impianti.
Un processo che porti ad uniformare i vari canoni concessori, dato che si registrano richieste notevolmente difformi per la gestione dei vari ippodromi, talvolta ingiustificate, consentirebbe di 'liberare' risorse a favore del comparto ippico già in crisi.
È ben vero, infatti, che tale situazione non disciplinata a livello nazionale ha determinato che alcune società di corse abbiano accettato canoni fuori mercato pur di aggiudicarsi la gestione degli ippodromi, dando luogo, tuttavia, a un successivo processo di traslazione, per il quale i gestori degli impianti per rientrare dall’esposizione economica hanno ridotto progressivamente la qualità dei servizi a danno degli operatori e degli appassionati ippici.
Il caso dell’ippodromo di Capannelle nasce proprio sul canone che la società che gestisce l’impianto ha giudicato esorbitante. Il ministero è disponibile ad intraprendere quelle iniziative necessarie per riprendere l’attività, pur constatando che la sospensione dipende dai rapporti tra Comune e concessionario”


A MARGINE ANCORA LE PAROLE DI ROBERTO FATICONI.

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