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venerdì 26 giugno 2015

Crisi ippica: La situazione aggiornata a venerdì 26 Giugno, in attesa dell'incontro con Castiglione del 1° Luglio

Caos ippica, ecco la situazione aggiornata a venerdì: In pratica il paventato sciopero, e relativa astensione dei partenti, ha prodotto come al solito un risultato a metà. C'è chi ha corso e chi no, chi non ha avuto comunicazione, chi ha preferito non aderire anche per mancanza di un "comunicato ufficiale", e chi ha fatto finta di niente anche tra le grosse scuderie o i grossi complessi per i quali, una vittoria in più o in meno, non si sa cosa possa aver cambiato. Fa niente. Sta di fatto che non c'è stata per nulla unità di intenti in attesa della famosa audizione degli ippici con Castiglione prevista per la giornata di venerdì 1° Luglio. Lo stesso Castiglione però, giovedì pomeriggio ultimo scorso, ha parlato alla Commissione Agricoltura (VIDEO QUI AL MINUTO 4 circa) mettendo in serio allarme la continuazione dell'attività per il resto del 2015. 
In pratica ha detto che non ci sono soldi: I conti ippici parlano di 28 milioni al passivo, da recuperare probabilmente con un taglio drastico in equa misura tra montepremi (14 milioni in meno, dunque da 101 a 87) e dalle spettanze per gli ippodromi (che passerebbero così da 57 a 43 milioni). Tutto ciò entro la fine dell'anno, quando si subirebbe dunque un taglio di 220 convegni (140 di trotto, 80 di galoppo). Resta sempre previsto per il 1° Luglio questo famoso incontro con Castiglione che ha già messo le mani avanti, e alla fine non sappiamo cosa dirà. Possibile che l'ippica si fermi fino a fine anno. Possibile eh, non è detto che sia così. La decisione più logica sarebbe quella di rimandare e differire il pagamento del 2012 a data da destinarsi (con quei famosi soldi dell'Iva da recuperare da parte del MeF che potrebbero arrivare più avanti) per garantire almeno la continuità. Ci sono poi quelli che vogliono, ovviamente, i soldi del 2012 e se ne fregano dell'attualità. Una decisione di buon senso sarebbe opportuna
Ma curioso il fatto che proprio il governo che ha fatto "sparire" quei famosi 100 milioni dal bilancio ippico all'epoca del mandato a Paolo Romano, poi si disinteressi completamente della sorte degli ippici. Ricordiamo come quei soldi erano dell'ippica, già disastrata, e sono stati completamente stralciati dal bilancio destinandoli a pescatori siciliani causando come al solito una paralisi con relativa protesta, quasi passata in sordina. Ricordiamo che l'ippica per lo Stato non rappresenta un costo se pensiamo che produce indotto, occupazione, iva, è un sistema che fa girare soldi, ed è una delle attività che per decenni è stato il fiore all'occhiello della nostra agricoltura. In pratica, produciamo eccellenze non valorizzate da noi, ma solo all'estero. In piena linea con l'Italia non ippica. Ecco, l'ippica allo stato attuale è lo specchio dell'Italia. Non si capisce perchè, però, un settore che può produrre ricchezza per lo Stato, sia trascurato.
Basterebbero pochi correttivi ed un paio di anni, per un rilancio completo (non per cose che richiedono più anni, come l'allevamento martoriato). Evidentemente non abbiamo un richiamo abbastanza deciso.
Ma voi lo avete mai visto o sentito parlare di ippica il Ministro Martina? Fino a prova contraria, si tratta e siede alla poltrona del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che dovrebbe incoraggiare le attività che producono ricchezza nel suo ramo. Invece nulla, neanche se ne sarà accorto che l'ippica versa in queste situazioni per colpa anche del governo. Ma lo sa che l'ippica è sotto l'ala del Ministero? No, così non va. Serve una scossa, una manifestazione non più pacifica ma quasi rivoluzionaria. Ci vuole una presa di posizione forte, ecco perchè lo sciopero secondo il nostro punto di vista serve eccome. Ma manca unità di intenti, o forse la voglia di lottare. Limiti della democrazia, in pratica. Speriamo che arrivi un manager con le palle e ne faccia un business, risollevandola da zero. Un editto, in pratica, servirebbe.
Intanto, tornando a noi, si corre e non si corre. Napoli ha aderito completamente allo sciopero sia per quanto riguarda trotto che galoppo, stessa cosa ha fatto Montecatini, Torino e Roma per Triossi e Carena. Cesena ha dato i partenti pubblicando un comunicato nel quale esprime solidarietà...ma correndo, mentre Milano, Siracusa, Livorno e Tagliacozzo hanno dato i partenti. Gli altri, non sanno che fare o cavalcano l'onda, forse.
In tutto questo caos, una buona notizia. In attesa che si sblocchi la situazione per gli arretrati dell'ultimo bimestre 2012 (17 milioni), stanno per andare in pagamento almeno i premi di Marzo 2015 che darebbero una bella boccata di ossigeno. Arriveranno a giorni, questo è poco ma sicuro.

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