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domenica 7 giugno 2015

USA: American Pharoah nella leggenda! Stravince le Belmont Stakes e cancella la maledizione triple crown dopo Affirmed

Anno domini 2015. Nei libri di storia ippica americana si partirà, come in un nuovo inizio, da questa data. Da quando cioè, il 6 Giugno 2015, American Pharoah ha finalmente spezzato la maledizione triple crown che durava da tanti, troppi anni. Da oggi in poi la nuova era ha inizio e si dirà anno 1 D. AP. Cioè, dopo American Pharoah, e non più dopo Cristo. Era il 1978 ed Affirmed con la sua giubbina rosa e nera battè per la terza volta consecutiva Alydar. Da quel giorno ne è passata di sabbia sotto gli zoccoli. Sono passati 37 anni da quella impresa e in 13 ci sono andati vicini, senza tuttavia agguantare la triplice. La storia, invece, si è riscritta in questa calda notte mondiale dove il figlio di Pioneerof The Nile (Empire Maker) ha vinto..che dico, stravinto. Ma che dico: Demolito, abbattuto, schiantato i rivali che mai possono essere alla portata di un cavallo definito "epocale" da molti media americani. Il baione ha preso le Belmont subito di petto andando in avanti a scanterare con un ritmo decente, ma chiunque gli si sia avvicinato è stato sempre respinto. All'ingresso in retta Victor Espinoza aveva un sorriso a 60 denti, perchè il suo controllava ed ancora doveva muovere. L'ultimo attacco glielo ha portato, provandoci, Frosted (Tapit), con il Godolphin americano (giornata di secondi per lo Sceiccone dopo Epsom), che ha preso solo la sabbia in faccia dalla leggenda che, alla fine della fiera, ha piazzato tra se ed il secondo 5 lunghezze e mezza, finendo il miglio e mezzo in 2:26.65 sparando parzialoni in 1m 13,41s per i 3/4 di miglio, poi i 1600 passati in 1m 37,99, ed il miglio ed 1/4 in 2m 02,33. 5 lunghezze e mezzo, dicevamo, con il 4° distacco superiore della storia della corsa dopo le 31 lunghezze di Secretariat (1973) le 25 di Count Fleet (1943) e le 8 di Citation (1948). Al terzo è finito Keen Ice (Curlin), ma solo per la cronaca, e quarto lontanissimo anni luce Mubtaahij (Dubawi). La copertina è tutta per un cavallo della madonna. American Pharoah è diventato così il 12° cavallo a vincere le famose tre corse in 5 settimane entrando di diritto nel Pantheon accanto a nomi quali: Sir Barton (1919), Gallant Fox (1930), Omaha (1935), War Admiral (1937), Whirlaway (1941), Count Fleet (1943), Assault (1946), Citation (1948), Secretariat (1973), Seattle Slew (1977) ed Affirmed (1978). Dunque, marchiato a fuoco, anche American Pharoah (2015). Anno domini, appunto.
Un tour de force massacrante, non per uno come lui che ha vinto lottando il Kentucky Derby (forse una tattica per preservarlo fresco per le ultime due), mentre ha spaziato nelle 2 successive. Anatema spezzato anche per Bob Baffert dopo 3 tentativi andati a vuoto nel 1997, 1998 (di muso) e nel 2002. Ed anche per Victor Espinoza al terzo sparo dopo il 2002 e nel 2014 con California Chrome. E poi, 6 minuti di scroscianti applausi da parte di una folla (90,000 unità, perché i 102,000 dello scorso anno stavano troppo stretti) che si è sentita immersa nella leggenda, nella storia.
Forse l'attesa era giustificata dal fatto che c'era bisogno di un nuovo eroe. Di un vero eroe. Ed American, un nome quasi profetico, è diventato finalmente faraone. Ahhh.. adesso si, che possiamo rilassarci. Pensavamo come ad un incubo attendere un altro anno per un altro campione da cominciare a seguire in prospettiva triple crown. Sembrava non finire mai. Ma alla fine è arrivata la sospirata triplice: Kentucky Derby - Preakness Stakes - Belmont Stakes. Alleluja! Sia lodato American Pharoah. Sia lodato Bob Baffert. Sia lodato Ahmed Zayat. Non ce la facevano più ad essere nominati Affirmed, Laz Barrera e Steve Cauthen. Andate in pace. IL VIDEO DELLE BELMONT STAKES CLICCANDO QUI.
E voi, nella notte delle Belmont, cosa stavate facendo? Raccontateci come avete vissuto la nottata. Io avevo ordinato una pizza tonno e cipolle a domicilio, arrivata in ritardo.
Knob Creek Manhattan Stakes G1: Nell'altra corsa importante di giornata, e che ci riguardava da vicino, a vincere è stato Slumber (Cacique) a portare a casa tutto il milione di dollari di dotazione, accelerando nella fase finale e vincendo per 2 lunghezze e 3/4 nei confronti di Big Blue Kitten (Kitten's Joy), finito forte, con Legendary (Exceed And Excel) rimasto in quota per il terzo. Il vincitore (a 15/1) è un 7 anni figlio di Cacique (Danehill), stallone semifertile ma fratello pieno di Dansili, di proprietà in partnership tra Michael Dubb, Sheep Pond Partners e le Bethlehem Stables allenato da Chad Brown e montato da Irad Ortiz Jr. Nota curiosa: Slumber, come del resto Legendary, ha cominciato la carriera in Europa agli ordini di Charlie Hills dove ha corso a 3 anni anche il Chester Vase G3 finendo terzo di Treasure Beach. Esportato negli States nel 2012 si è ritagliato il suo spazio senza tuttavia spaccare. La vittoria gli mancava da Agosto 2013, pur essendosi piazzato in due G2 nella stagione 2015. Il tempo finale è stato di 2:01.23 su terreno buono. 
Nulla di fatto per i due europei Magic Artist (Iffraaj) con Cristian Demuro a bordo il quale è giunto quinto ma correndo con onore, gravitando a centro gruppo, provando una progressione senza tuttavia produrre il suo canonico "guizzo" che finora ha mostrato in Italia. E nulla da fare nemmeno per Biz The Nurse (Oratorio), Derbywinner italiano del 2013, arrivato decimo e mai riuscito ad inserirsi per il discorso vittoria, rimanendo invischiato nelle retrovie provando un allungo all'ingresso in retta, ma rimanendo sul passo sui brevi 2000 metri con 2 curve del tracciato in erba di Belmont Park. IL VIDEO DELLE MANHATTAN STAKES QUIIL RISULTATO COMPLETO QUI.

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