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giovedì 4 gennaio 2018

Daniele Porcu ci ha lasciato. Il jockey italiano, 34 anni, è scomparso a causa di una crisi circolatoria. Addio amico mio.

Daniele non ce l'ha fatta. Con il cuore spezzato, l'anima distrutta, gli occhi pieni di lacrime ed i brividi lungo la schiena, diamo una notizia che non avremmo mai e poi mai voluto scrivere e che ha squarciato improvvisamente il nostro giorno. Ma qualcosa bisogna dire, commemorare la memoria, perchè tutte le altre cose ora non hanno più importanza. Rendiamo onore ad un ragazzo giovane, un professionista esemplare, e soprattutto un amico che ci ha lasciato troppo prematuramente. Daniele Porcu, 34 anni, 35 da compiere il 3 Marzo, ha lasciato questa terra perchè non è riuscito a sconfiggere un maledetto, bastardo, infame tumore che non gli ha dato scampo negli ultimi mesi. 
Daniele era ricoverato al San Raffaele di Milano (anche se negli ultimi giorni era a casa) per cercare di compensare ad una situazione disperata evidenziatasi in Germania. Dopo qualche settimana di degenza, la cura del sorriso (di cui avevi detto aver bisogno qualche giorno fa quando ci siamo sentiti per l'ultima volta), dell'amore familiare e degli amici non ha potuto sortire effetti sperati e Daniele si è spento nel primo pomeriggio di giovedì 4 gennaio a causa di una crisi cardiorespiratoria, relativa alle complicanze gravi con cui stava combattendo. Ha provato fino all'ultimo momento, stava migliorando attraverso cure sperimentali ma il veleno del brutto male ha creato solo altri problemi e Daniele non è riuscito a vincere la corsa più importante.
Non so da dove cominciare per esprimere in qualche modo un dolore forte, non certo pari a quello che i suoi cari stanno vivendo, a Salvatore ed Elena, alla sorella Raffaella, alla moglie Sally ma che credetemi è incredibilmente lacerante anche per chi scrive. Ora sono stordito, disorientato, nella speranza sia solo una brutta bugia, ma via via arrivano conferme sul fatto che non ci sei più. La botta forte arriverà nei prossimi giorni, ora c'è solo un freddo gelo.
Io e Daniele siamo cresciuti insieme, all'ombra degli alberi di Capannelle. Le prime sigarette fumate, i primi calci ad un pallone, le prime impennate sul motorino modificato, altra passione, che casino quello Scarabeo rosso.. I giri in pista con il tuo amico dello Statuario Riccardo, le feste dei 18 anni che abbiamo festeggiato insieme, i capodanno passati a casa, la tua passione per il camino di casa mia, i pomeriggi passati in scuderia, le prime corse vinte, l'esultanza di noi amici allo steccato, il soprannome di Jack Daniel Porcu. Ma non solo. Le corse a piedi insieme ad altri ragazzi della nostra generazione in ippodromo a Capannelle, quanto ci divertivamo. Si parlava di tutto, insieme. Dei sogni da fantino osservando la pista che spaziava intorno a noi, della vita che amava. Dan si è fatto amare ovunque sia andato. Da Roma a Milano fino in Germania dove aveva trovato un ambiente consono a quello che desiderava. Una buona scuderia, una moglie da amare ed il comun denominatore di sempre. I cavalli da corsa. Un bravo ragazzo, ma davvero. Educato, serio, sincero. Una persona incredibilmente buona che non ha fatto mai mancare il suo sorriso ed un aiuto a nessuno. Quando ci siamo sentiti qualche giorno fa mi hai detto che on avevi bisogno di altro che non di sorridere, di pensare positivo. Abbiamo riso, scherzato, insieme. Quante cose, Daniè. In questo momento non so più che dire, le parole lasciano spazio ai pensieri alla famiglia. Un immenso dolore per i sogni spezzati di un ragazzo che come tutti aveva il desiderio di montare in corsa, di vincere, ad ogni costo. Di vivere. Minuto dopo minuto affiorano ricordi personali che tengo stretti, sigillati nel cuore e nell'anima. I pomeriggi passati a casa di tua nonna quando eri in fase di recupero dopo qualche infortunio di troppo. Il gatto Whisky che ti parlava. La giubba viola e banda gialla di tuo papà, che volevi onorare al massimo. Le sigarette nascoste, i tornei a Resident Evil, oppure quando ancora non eri fantino e a casa mia distribuivi i bigliettini da visita con su scritto "jockey".. Tante volte cadevi, tante volte ti rialzavi. Non voglio ancora crederci. Purtroppo è tutto vero. A lui è dedicata anche una pagina wikipedia raggiungibile QUI. Cliccando QUI una intervista in tedesco. Cliccando QUI il Canter realizzato da Max Bertolini nel 2015.
Di Daniele resterà vivo il ricordo unico, incancellabile, il sorriso contagioso. Riposa in pace Danielì, ti vedo già gambe penzolanti da una nuvola a guardare il nostro mondo che va a rotoli. Sei stato un esempio Dany, e tutto quello che abbiamo vissuto insieme me lo tengo nel cuore. Spezzato, dilaniato. Addio amico mio.
La carriera: Daniele aveva debuttato in corsa poco più che 16enne il 14 maggio 1999 a Roma, con Marocc, conquistando la prima vittoria l’8 giugno successivo a Corridonia con Imperial Dance, al quinto ingaggio della carriera. In Italia aveva collaborato principalmente con Luciano D’Auria, Maurizio Guarnieri e Roberto Feligioni, si era distinto per i successi nell’Omenoni 2005 con Krisman, nell’Ambrosiano 2007 con Pressing, con la Zaro il sodalizio più importante, e soprattutto nel Roma 2008 con Estejo. Trasferitosi in Germania nel 2009 è stato prima monta della Gestut Auenquelle, poi ha lavorato con Peter Schiergen dopo aver collaborato con diverse scuderie straniere. Tante le vittorie di gruppo ottenute con i cavalli tedeschi, tra le quali una in Inghilterra nel 2014 con Emerald Star a Lingfield nelle Chartwell Fillies’ Stakes G3, mentre recentemente con Iquitos nel Grosser Dallmayr Preis-Bayerisches Zuchtrennen G1 e con Wonnemond in Turchia. Proprio in sella ad Iquitos il 27 novembre aveva disputato a Tokyo la Japan Cup, sua ultima apparizione in pista prima di farsi ricoverare a Milano in preda a dolori lancinanti. Aveva cominciato da poche ore la cura sperimentale che gli aveva dato qualche speranza di rallentamento di una malattia che stava prendendo il sopravvento, purtroppo. Mondoturf si stringe con affetto ai suoi cari.

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