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domenica 18 ottobre 2015

San Siro: #Lovelyn passeggia sul Jockey Club, prima sconfitta italiana per Dylan Mouth. Gran Criterium, colpo Biz Heart su Basileus. Nell'Omenoni assolo di Lohit, il Piazzale parla tedesco con Felician

Una femmina non vinceva il Jockey Club G1 a San Siro dal 1983; Fu Awaasif per Sheikh Mohammed, John dunlop e Lester Piggott a vincere, un anno dopo Friendswood (una tre anni) per Nelson Bunker Hunt, Luigi Turner al training e Michel Jerome in sella. L'ultima femmina a realizzare il doppio Oaks d’Italia/Jockey Club è datato addirittura 1948 e la campionessa fu Astolfina (Niccolo Dell’Arca) per Federico Tesio. Ecco, magari Lovelyn (Tiger Hill) non sarà Astolfina (e nemmeno Danedream) ma ha un certo feeling con San Siro e così, dopo la Classica in rosa, si è portata a casa anche il Jockey Club infliggendo la prima sconfitta in carriera a Dylan Mouth (Dylan Thomas) che si è dovuto accontentare del secondo dopo una corsa gestita inaspettatamente in avanti per mancanza di andatura da parte di Cleo Fan, partito male e non riuscito a graduare in avanti. Non sappiamo se era una tattica studiata a tavolino (alla fine ci è stato spiegato che non doveva andare così) ma Fabio Branca ha fatto tutto quello che poteva fare per valorizzare al massimo un cavallo che non poteva correre sotto-ritmo, graduando in avanti, lasciando rilassare il cavallo e provando in dirittura il massimo sforzo. Solo che, non aveva fatto i conti con una cavalla preparata a puntino. Dall'esterno, la femmina di Peter Schiergen e con un ispiratissimo Andrasch Starke a bordo autore di una monta sopraffina, ha fatto il resto andando in percussione sul cavallo italiano e lasciandolo ad un paio di lunghezze. Al terzo ancora una volta un cavallo in condizione strepitosa quale Duca Di Mantova (Manduro), che ha pitonato Dylan tutta strada raccogliendo il massimo risultato possibile. Per quanto riguarda Dylan, prossima tappa il Premio Roma G1 a Capannelle prima di una, ancora eventuale, carriera inglese agli ordini di Marco Botti.......
La vincitrice, una 3 anni, ha fatto registrare un tempo di 2m 38.80s su terreno soffice, conquistando la prima affermazione di G1 in carriera dopo le 2 a livello di G2 e la brutta prestazione nelle Oaks tedesche. Peter Franceschini ne ha parlato ovviamente usando dei toni lusinghieri, considerandola molto soprattutto in prospettiva futura accostandola, quasi e con i dovuti distinguo, alla campionessa Danedream. Lo speriamo vivamente, intanto è una che sa andare forte e a Dusseldorff ha pagato il tracciato troppo scorrevole per lei. Curiosamente 21 anni fa questa corsa fu vinta da suo "zio" Lando (Acatenango), fratello pieno della mamma di Lovelyn, cioè Laurella. IL RISULTATO COMPLETO QUI. IL VIDEO QUI.
Nel Gran Criterium G2 colpo per Carletto Fiocchi in sella a Biz Heart (Roderic O'Connor) che ha aggiunto un altro capitolo fondamentale alla storia della famiglia Parri che tanto ha creduto subito in questo cavallo, quasi ignorato alle Selezionate dello scorso anno, ed un nuovo titolo nel palmares di questa campionessa in razza che dopo Derby G2, Milano G1, Berardelli G3, Federico Tesio G2 vinto dai fratelli, ha aggiunto anche il Gran Criterium G2. Ora mancano Parioli, una Classica femminile e siamo a posto! Il quarto prodotto di mamma Biz Bar (Tobougg) ha vinto un Gran Criterium alla maniera forte, seguendo in pancia al gruppo ed accendendo il motore in retta dominando il compagno di training Basileus (Dream Ahead), curiosamente di proprietà della famiglia Crecco che ha avuto Biz The Nurse e Misterious Boy, i due fratelli famosi di Biz. Il quinto fratello (da Power) è attualmente nel roster della We Bloodstock mentre Biz Bar ha un foal da Dawn Approach, che passerà a Goffs, ed è gravida di Sea The Stars.
Qui, comunque, la copertina è tutta per un fantino a volte sottovalutato ma capace di monte eccellenti come quella di oggi, e di un cavallo magari non appariscente ma dotatissimo. Bravo Carletto! e bravo Biz, già visto bene a Roma nonostante un fisico poco appariscente. I colori sono della WE Bloodstock, come detto, un nuovo sindacato che ha colpito subito duro con un investimento azzeccato. Biz Heart è il primo vincitore di Gruppo per la WE Bloodstock appunto, una partnership nata da poco e gestita da Massimo e Giovanni Parri dell'Allevamento Le.Gi. in un sindacato che include anche i proprietari multietnici quali l'italiano Roberto Galizzi, l'armeno Hrand Aladjan, il francese Sylvain Sini ed il cinese Yao Miao. Terzo l'ospite Gerrard's Quest (Captain Gerrard), un 95 di rating internazionale, e solo quarto il tedesco favorito Royal Shaheen (Myboycharlie) forse sopravvalutato. Nulla da fare per il "dernier cri" Saent, che si è confermato con tutti i limiti dopo l'exploit inatteso nel Riva. IL RISULTATO COMPLETO QUI. IL VIDEO QUI. Dei primi due Biz Heart da l'idea di gradire maggiore distanza, come i fratelli, mentre per quanto riguarda Basileus è il nostro favorito per il Parioli G3 2016... se non verrà venduto, e se si correrà ancora.. ovviamente.
Nell'Omenoni G3 volo dalla partenza fino alla fine per Lohit (Dutch Art) che ha fatto un sol boccone dei rivali con Paolo Aragoni a bordo, su Trust You e Harlem Shake che nulla hanno potuto contro lo sparo del figlio di Dutch Art (Medicean). All'apertura delle gabbie ha preso subito 3 lunghezze, gestite al meglio possibile da un jockey specialista della dirittura. Bravo Luigi Biagetti per un team tutto umbro! RISULTATO COMPLETO QUI. VIDEO QUI.
Nel Piazzalee G3 affermazione per Felician (Motivator) con Andrasch Starke a bordo che ha beffato, dopo bella lotta, Sufranel (Galileo) passato un'ora prima del necessario. Nulla da fare per Priore Philip, terminato nelle retrovie senza mai essere entrato nel vivo della corsa. Urge pausa di riflessione. IL RISULTATO COMPLETO QUI. VIDEO QUI.
DOMANI SEGUIRANNO APPROFONDIMENTI!!

11 commenti:

  1. Il protagonista della giornata di ieri è stato certamente il terreno. Mi hanno deluso i cavalli che alla vigilia sembravano più "accreditati". Dylan- svolgimento della corsa e terreno contrario- è stato battuto da una cavalla che, pur avendo vinto Oaks e Jockey, non mi sembra una fuoriclasse. Il Duca si è espresso sul suo standard.
    Forse nel Gran Criterium abbiamo visto un buon prospetto. Biz mi è sembrato in crescita e nettamente superiore agli avversari. Bene Basileus che si conferma, un filo sotto le attese Gerrard. Deludente Saent. Il proprietario ci sperava e Trotto & Turf lo indicava tra i pretendenti.
    Comunque la musica sembra non cambiare: appena uno straniero "muove" un po' le gambe, i nostri faticano.

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    1. Saent aveva battuto poco o nulla e impiegato (carattere?) in una tattica folle su un terreno micidiale ha fatto solo da battistrada agli altri.

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    2. D'accordo con te, Daniele.
      In Italia passano forse 100 puledri alle aste, e quasi tutti di modesta caratura. All'estero accade il contrario, sia per numero sia per qualità. Le scommesse- e ti parlo da profano- andrebbero "riviste". Ma ripeto il mio concetto: perchè non affidare la gestione della nostra ippica agli stranieri che, evidentemente, sono più bravi di noi?

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    3. Caro Luigi,
      non so quanto la soluzione che tu prospetti sia efficace e attuabile con le norme in vigore.
      Certo è che da anni si assiste alla nascita di Leghe e controLeghe, balletti più o meno interessati sempre guidati dai soliti, noti, quelli che hanno portato l'ippica all'attuale deriva.
      E tutto finisce nel nulla con una sola richiesta: intervenga lo Stato.
      Forse questi signori hanno capito male....

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    4. Avete mai sentito parlare il Ministro Martina dell'ippica? L'ippica, per lo stato, è considerato un peso. Però la gestisce ancora. Io continuo a pensare, e spero sia così, che è tutta una questione di lobby dei giochi.. stanno trascurando l'ippica fino a che non finisce definitivamente, per farne un business risollevandola. Ho ancora un lumicino di speranza, in questo..

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  2. La giornata di ieri ha confermato il momento di autentica crisi del settore in tutte le sue sfaccettature. I Botti dominano quando si corre fra di noi, appena arriva uno straniero anche il nostro miglior prospetto, Dylan Mouth, viene strabattuto. Si possono trovare tutte le scusanti possibili, ma Dylan Mouth ha fallito i due tentativi all'estero e in Italia ha vinto contro nessuno.
    La realtà è che l'allevamento ha perso gran parte dei suoi attori più collaudati, le aste yearlings sono scese a un livello numerico e qualitativo imbarazzante, all'estero si comprano forzatamente solo puledri sotto media, gli operatori guardano comprensibilmente al futuro con molta perplessità e limitano gli investimenti.....
    E sul fronte economico i conti sono sempre più in rosso, anche quest'anno le scommesse sui campi italiani sono in forte calo (meno 16,7 a fine settembre) e quelle estere salgono del 40% ma a fronte di un raddoppio dei campi in calendario.
    Dove andremo a finire?



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  3. Condivido pienamente l'analisi fatta da Gabriele, purtroppo il tunnel imboccato ormai da parecchio tempo dalla nostra ippica è sempre più buio. E' deprimente constatare che gli stranieri "buoni" snobbano le nostre corse di gruppo (pure danarose vedi Derby) ritenendo di dequalificarsi anche vincendole e vedere come una seconda linea straniera faccia fare una figuraccia al nostro miglior cavallo.Su Biz e Basileus concordo con i giudizi ma ritengo che qualche soggetto interessante per le classiche di primavera sia ancora nelle scuderie.

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    1. Emblematico è Godolphin. Prima per vincere i G1 veniva in Italia, ora li ritengono talmente dequalificanti anche nei libretti, che si guardano bene dal venire. Abbiamo contattato Appleby per French Navy in vista del Roma. In fondo a fine anno va in razza, è un vincitore di G3, poteva fargli comodo un piazzamento "comodo" o addirittura una vittoria nel Roma. Appleby ha detto solo "seems interesting" per non fare poi nemmeno l'iscrizione. Siamo embrargati anche da loro.. Certo, se gli avessero almeno pagato i premi in tempo..

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  4. Quella dei premi è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le nostre corse di gruppo 1 e 2 sono considerate dagli inglesi e dai francesi come delle Listed. Il problema è che in Italia si investe poco o nulla sulla qualità dei puledri, in quanto la qualità costa cara e noi purtroppo non abbiamo gli sceicchi. Inoltre chi acquista lo fa nell'ottica speculativa di pagare poco sperando di pescare qualche campioncino da rivendere a tanto ( magari all'estero, cosa che accade con molta frequenza). Anche qualcuno dei nostri che qualche soldo ce l'ha, vedi Effevi, persegue questo scopo poiché acquista tanto ma non mi sembra abbia mai pagato alle aste o dagli allevatori un puledro a cifre con cinque o più zeri ( se sbaglio mi corrigerete).

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  5. Io non credo, molto francamente, che il problema di base sia relativo agli acquisti con "più zeri". Manca, a mio avviso, una programmazione seria e mancano "gli eventi". Quelli che portano gente all'ippodromo, quelli che coinvolgono i cittadini, non solo gli appassionati. Mi spiego meglio: chi vuoi che investa sapendo che percepirà le somme vinte dopo 5/6 mesi (se tutto va bene)? Se i premi venissero pagati immediatamente, e non vedo perchè non dovrebbe essere così, qualche investimento maggiore ci sarebbe senz'altro. Faccio un esempio: domani impazzisco e compro uno yearling da 10 mila euro. Ok? Se tutto va bene corro a Maggio/Giugno del 2016. Spendendo- senza contare eventuali e varie- 1300 euro al mese per il mantenimento (9x1300= 11700), il mio investimento arriva a 22 mila euro circa. Corro bene, vinco o mi piazzo al debutto. Ma quando comincerò a riscuotere? E quando verrà da me un qualche personaggio con un po' di soldini per comprare il mio puledro, come farò a dirgli di no?
    Milano, Roma e Napoli sono i tre principali ippodromi italiani, sia per il trotto che per il galoppo. All'estero- e azzardo il paragone- Longchamp, Ascot, Chantilly, Newmarket etc etc sono isole felici in mezzo al nulla(o quasi). Ma immaginiamo degli eventi ippici contornati da soggiorni, visite e quant'altro in Italia. Personalmente ho sempre sognato una serata di corse a Napoli ( ma anche a Roma, Milano, Firenze etc etc), una serata di gran premi, per la quale invitare scuderie estere, visite guidate a Capri piuttosto che a Positano nei giorni precedenti la riunione di corse. Sponsor vari ed un po' di soldini cash. Potrebbe essere una strada da perseguire. Se si vogliono portare in Italia investimenti ed investitori seri, e non solo nel settore ippico, occorre che si facciano investimenti seri, lungimiranti e duraturi ( scusate ma a volte sogno anch'io!). E allora perchè no, per quale assurdo motivo non potremmo avere anche da noi gli sceicchi?

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    1. Concordo con te che il ritardo nel pagamento dei premi frena gli investimenti e scoraggia partecipazioni estere, ma penso che il tuo sogno rimanga tale in quanto la realtà non è fatta solo di ritardi ma anche e soprattutto d'incapacità e dabbenaggine politico-gestionale, che sembra peggiorare nel tempo, Sarò disfattista, ma ritengo che il nostro sia un paese autolesionista per natura, dove se c'è uno che prende qualche buona iniziativa ce ne sono 10 che lo criticano e gli remano contro. Per realizzare il tuo sogno servirebbe una sensibilità, una attenzione e una disponibilità a tutti i livelli di governo, dallo stato agli enti locali, che purtroppo non c'è e un pool di appassionati imprenditori del settore ed anche esterni pronti ad impegnare le loro risorse e che si diano da fare.

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