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domenica 29 gennaio 2017

Grazie California Chrome! Tributo ad un campione sbocciato dal nulla e capace di far sognare e vibrare milioni di persone

Il cuore, prima di tutto. Ed il mestiere di fregare il destino, oltre a quello di cavallo da corsa. Quello California Chrome ce l'ha messo sempre, senza mai risparmiarsi. L'epilogo non è stato come ci si aspettava, ma le motivazioni di una sconfitta risiedono in un piccolo infortunio manifestatosi poco dopo la corsa, dopo analisi che saranno ancora più approfondite a breve ma che hanno già rivelato delle anomalie ad un ginocchio, con eccesso di liquido che fa presupporre la presenza di un chip osseo già diagnosticato. Infatti, era troppo chiara la resa per esser vera. Successivamente è stato appurato che non c'è stata nessuna frattura ma solo una brutta botta. Ma lui non ha mollato un centimetro, lo stesso. Solo alla fine, grazie anche all'attenzione rispettosa di Victor Espinoza. Per lui finisce la carriera in pista, ma di lui avremo testimonianza diretta dagli eredi, a breve.
Oggi lascia il palcoscenico un cavallo che rappresenta nell'immaginario il vero "sogno" di chiunque abbia messo i piedi in questo mondo. Un cavallo nato dal nulla, ma divenuto atleta incredibile. Un soggetto da film. Non ha vinto Breeders, non ha mai battuto fenomeni. Ma non è questo il punto. California Chrome è l'anima che si espande e che non ha bisogno di altro, non tollera mercificazioni. Prodotto di un pedigree assolutamente ordinario, diventato il cavallo più forte del Nord America. Il papà, Lucky Pulpit, funzionava per $2,500 mentre la mamma Love The Chase (Not For Love), semplicemente una vincitrice di reclamare. Due contadini, in pratica. E poi lui: Il fiore che sboccia, il campione che non ti aspetti. L'atleta totale. Nato nella piccola Harris Farms in California’s Central Valley. Una storia come tante. Inizialmente di proprietà di una scuderia che si chiamava "dumbass" "i 2 scemi" o una cosa del genere, che si allenava nel circuito di Los Alamitos, la classica piccola città di periferia dove si allenavano i quarter horse, diventato famosa poi per un cavallo. Lui, California. Poi il gioco si è fatto serio quando California ha cominciato a lavorare e dimostrare di che pasta era fatto nonostante un discutibile paraocchi viola con un asino disegnato sopra, le vittorie corsa dopo corsa, la crescita esponenziale di un cavallo diventato simbolo di un popolo che crede nella perseveranza. Poi il Santa Anita Derby ed il sogno triplice corona da coltivare...
Svanito solo di un soffio, ma comunque restano quelle 3 settimane vibranti nelle quali ha vinto Kentucky Derby e Preakness, non le Belmont dove comunque fece una gran prestazione arrivando quarto. Da li la consapevolezza di essere diventato grande, il passaggio a quelli della Taylor Made in parte, nuovi orizzonti da scoprire fino alla vittoria nella Dubai World Cup sfiorando la tragedia della sella spostata, ed un 2016 da assoluto protagonista. Mai una carriera facile, comunque, vissuta e lottata come un leone anche quando sembrava che un ascesso ai piedi ne potesse compromettere la carriera quando i suoi uomini gli volevano far tentare l'approccio in erba al Royal Ascot, in Inghilterra. Pausa necessaria, sembrava calato il sipario sulla sua carriera. Ed invece è tornato più forte di prima. Secondo nella Dubai World Cup di un inatteso Prince Bishop, ed un anno passato a coltivare sogni emiratini e pioggia di dollari. Grazie Chrome. In quelle 27 corse disputate ci hai dimostrato che sognare si può, che vale la pena sperare di conquistare sempre qualcosa partendo da nulla. Non è facile, non succede spesso. Ma quando succede ce lo godiamo e lo celebriamo. Un cavallo che ha saputo essere fiero, caparbio, a dimostrazione che non esistono solo "i figli di papà" ma anche atleti che possono essere allenati da trainer normali, tipo Art Sherman sempre difeso a spada tratta. Perchè questa è una storia anche di vita, non solo di sport. California va in razza con 27 corse disputate, 16 vittorie, $14,752,650 in somme vinte, 6 affermazioni a livello di G1, 2 titoli di Horse of the Year in bacheca e tanti cuori gonfi di soddisfazione. California lascerà a breve Gulfstream Park per viaggiare verso il Kentucky dove, fra meno di un mese, comincerà la carriera da stallone ad un tasso di $40,000. 
Grazie di tutto.

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