Ippica, Galoppo, Corse & Allevamento

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sabato, gennaio 04, 2020

Politica ed ippica: Gli ippodromi contestano il Decreto Dignità. Ecco il comunicato..

Il decreto Dignità che vieta la pubblicità del gioco sui mass media, non sarebbe applicabile all'ippica. È quanto, in sintesi, sostengono Federippodromi, Hippogroup, Coordinamento ippodromi e Ippodromi partenopei, che fanno il punto sul divieto di pubblicità sulle scommesse ippiche, introdotto con il decreto Dignità, fortemente voluto da "Giggino" Di Maio, e sulle strategie di marketing e comunicazione che dovrebbero mettere in campo gli ippodromi per sopravvivere. Una decisione aspramente, ma nemmeno troppo, criticata da parte del settore che si sente ancora una volta dileggiato della sua essenza. Praticamente l'ippica è stato paragonata a qualsiasi gioco d'azzardo. La dignità l'ippica, ce l'ha eccome. 
Questo quanto espresso da 2 sigle come Ippodromi Partenopei e Hippogroup, accompagnate da altre voci. 
FEDERIPPODROMI E HIPPOGROUP - Secondo il presidente di Federippodromi Elio Pautasso e il dirigente Marco Rondoni di Hippogroup “il decreto Dignità riguarda tutti gli ippodromi italiani e più in generale il comparto dei giochi. La pubblicità era già sufficientemente regolata dalle autorità competenti, non era affatto necessario un provvedimento che la inibisse in maniera indiscriminata oltretutto accomunando betting (la scommessa d’abilità, ponderata) e gambling (ovvero il mero gioco di fortuna).
Il provvedimento ha limitato la pubblicità del gioco legale, mentre quello illegale sempre più presente soprattutto online sfugge ad ogni controllo e questo non potrà che favorirne la diffusione spesso legata alla criminalità organizzata.
Serve invece una riforma complessiva del settore dei giochi, mentre tutti i provvedimenti 'spot' restano fini a sé stessi e non sono nell’interesse di nessuno. Se si vuole limitare la problematica del Gap non è certo vietando la pubblicità che si contrasta questo fenomeno”.
“La pubblicità dell’ippodromo e della sua attività in genere – secondo Pautasso e Rondoni - viene effettuata dalle società di corse pubblicizzando l’evento sportivo e le varie iniziative che si svolgono nel contenitore ippodromo. Tutto ciò era spesso finanziato con interventi di sponsorizzazione da parte dei concessionari per la raccolta delle scommesse ippiche, che, in base alla normativa, viene meno, e questo penalizza la nostra capacità di finanziare la promozione dell’evento sportivo, delle manifestazioni collaterali e delle iniziative a favore di quel pubblico generalista (famiglie, frequentatori occasionali) cui dovrebbe rivolgersi l’ippica”.

“Non è ben definito quale sia stato il percorso intrapreso dal precedente ministro alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio – continuano – infatti la task force si è dimessa senza aver presentato progetti di riforma del settore. Per il 2019 è stata varata una convenzione provvisoria e oggettivamente incompleta nei parametri e insufficiente nelle risorse destinate al comparto per cui a nostro avviso è necessario ricominciare questo percorso”.

Per quanto riguarda l'ippodromo di Capannelle – spiega Pautasso - nella ristrettezza di risorse in cui si trova il settore è molto limitata la capacità di spesa in comunicazione da parte delle società di corse. In ogni caso, cerchiamo sempre di divulgare la nostra attività attraverso canali social, mezzi di informazione locali e territoriali, ospitando all’interno della struttura iniziative di loro interesse. Una buona offerta del prodotto passa sicuramente attraverso tutti i canali di marketing, non solo per la pubblicità”.

Sulla stessa linea si pone Marco Fabio Rondoni che per gli ippodromi di Bologna e Cesena evidenzia: “La nostra società è fra le poche che ancora dispone di un ufficio comunicazione e marketing con due persone dedicate a tempo pieno. L’azione è finalizzata a mantenere l’ippodromo di Cesena al passo con l’offerta di intrattenimento disponibile nel periodo estivo sulla riviera romagnola. Anche per Bologna, dove tutto è più complesso considerando la dimensione della città, stiamo promuovendo iniziative di natura turistica, commerciale e di intrattenimento, con prestigiosi partner locali e nazionali. L’aggiudicazione avvenuta da parte del Mipaaf di ben tre gran premi di fine anno attraverso un processo di selezione che premiava i progetti organizzativi e promozionali di molti ippodromi ci ha riempito di orgoglio e ci stimola a proseguire sul percorso intrapreso”.


COORDINAMENTO IPPODROMI - Attilio D'Alesio, presidente del Coordinamento ippodromi, tiene a ribadire che “i luoghi dedicati all'ippica non sono sale giochi ma teatri dove si svolge una bellissima e antica competizione sportiva e che l’ippica è uno sport a tutto tondo, oltre che una componente importante dell’agricoltura, tanto da essere finanziata dallo Stato e gestita direttamente dal ministero delle Politiche agricole”.

Per poi aggiungere: “Penso che il decreto Dignità non dovrebbe fare alcun riferimento all’ippica. Bisogna lavorare per riportare le famiglie, i bambini, i giovani, negli ippodromi a vedere le corse dei cavalli e a trascorrere in compagnia e a contatto con i cavalli una bella e divertente giornata.

Questo l’obiettivo principale sul quale il Mipaaf dovrà impegnarsi molto, unitamente ai gestori e ai proprietari degli ippodromi, per salvare e rilanciare il nostro sport e i suoi protagonisti: i cavalli, i proprietari, gli allevatori, i professionisti.

Gli ippodromi, attualmente, versano in una crisi profondissima come dimostrato dalla chiusura di tanti impianti storici, come Roma Tor di Valle, Firenze Le Mulina, Grosseto, Livorno, Milano San Siro Trotto, Ravenna, Capalbio.

A mio parere serve una legge sugli ippodromi e mi auguro che la nuova ministra Teresa Bellanova valuti anche questa ipotesi, per tentare di salvare tutte le strutture, coinvolgendo anche i Comuni e le Regioni, con la premessa che senza ippodromi l’ippica è finita.

Finora, purtroppo, su questo tema, non abbiamo mai trovato grande attenzione.

All’ex ministro Centinaio va dato atto di aver dedicato un po’ di attenzione all’ippica, senza però, riuscire a raggiungere qualche risultato concreto. Mi auguro che la nuova ministra Teresa Bellanova riesca ad avviare il migliore percorso per giungere alla salvezza dell’ippica italiana.

È importante che le corse dei cavalli siano di buona qualità ed anche su questo punto c'è molto da lavorare. Una volta realizzato un buon 'prodotto' sarà possibile fare una buona promozione pubblicitaria per riportare il pubblico negli ippodromi e formare tanti nuovi appassionati. Questi sono i due obiettivi principali sui quali dovrà lavorare il Ministero per salvare l’ippica nazionale”.

IPPODROMI PARTENOPEI - “La scommessa ippica - afferma Pier Luigi D'Angelo, presidente di Ippodromi Partenopei - è storicamente legata alla passione per il cavallo ed è indispensabile per il sostegno di una variegata filiera occupazionale di green economy .

Il decreto Dignità e il regolamento comunale di Napoli mortificano l’ippodromo in quanto durante le riunioni di corse pomeridiane le agenzie napoletane non possono rimanere aperte per raccogliere le scommesse relativamente alla riunione in programma in contemporanea ad Agnano, un aspetto veramente grottesco.

Ritengo che la ministra Bellanova abbia un'esperienza, sia personale sia sindacale, considerevole, e l’ippica, soprattutto il trotto, merita una doverosa tutela, in quanto rappresenta un primato mondiale assolutamente limpido per i risultati ottenuti dai trottatori di proprietà napoletana (in particolare), dall’America alla Francia passando per la Germania.

L'ex ministro Centinaio ha mantenuto le risorse; penso che la Bellanova dovrebbe partire dalla conferma degli stanziamenti e proseguire nel rilancio indispensabile per un settore emarginato dai media e dalla rete di raccolta delle scommesse passata ad altre tipologie per un preciso disegno di coloro che hanno gestito negli ultimi decenni il comparto dei giochi.

La comunicazione delle attività dell’ippodromo passa inevitabilmente per un consistente investimento promozionale mirato a precisi target, al momento non vi sono risorse se prima non incasseremo i corrispettivi già stanziati e purtroppo fermi per dinamiche incomprensibili di organi di controllo sovrapposti, ancora al 2018”

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