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lunedì, aprile 27, 2020

Conte annuncia la Fase 2: La situazione IPPICA e tutto il calendario con le date delle riaperture e DPCM completo

Nella foto il Premier Conte durante il discorso per annunciare la fase 2.
Vabbè, ma alla fine che ha detto Giuseppe Conte? Secondo molti il premier ha deluso le attese sulla conferenza stampa inerente la fase 2. Che in realtà è una fase 1 e mezzo, come l’hanno definita i partiti di opposizione: al premier viene imputato poco coraggio e ancora una volta la totale sottomissione al comitato tecnico scientifico. 
Probabilmente per non assumersi responsabilità, ma intanto nel paese comincia a montare la pressione tra le varie categorie, e le tensioni iniziano a crescere anche all’interno della maggioranza.
Non vogliamo entrare in discorsi estremamente politici ma nel DPCM diffuso in serata, se vogliamo cercare delle aderenze ippiche, non c'è traccia di informazioni che possano aiutarci a capire qualcosa in più e sarà dunque fondamentale attendere che parlino il Ministro Teresa Bellanova ed il Sottosegretario L'Abbate i quali, indirettamente e direttamente, hanno già annunciato che l'interesse è ricominciare il prima possibile. 

Quello che si evince dal discorso di Conte è che siamo praticamente ancora in fase 1, con qualche piccola concessione sparsa qua e là. La parola d’ordine, ovunque, sarà distanziamento sociale. Quello che abbiamo capito inoltre è che l’autocertificazione per spostarsi resta obbligatoria. Qui sotto una guida veloce per capire cosa si potrà e non potrà fare. 

IPPICA: C'è chi fa riferimento alla natura agricola dell'ippica e dunque si parla di partenza dal 4 Maggio come attività produttiva, c'è invece chi fa riferimento al 18 come sport. Ma ancora non si è capito se il nostro è considerato individuale o collettivo. E poi c'è da capire anche il problema dello spostamento dalle regioni. C'è chi ritiene che l'ippica non abbia spazio in questo ambito e dunque se ne riparlerà in Giugno. Cosa difficile.  

Secondo quando detto in serata dal Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora a Che Tempo che fa: "Le misure sullo sport del Dpcm riguarderanno "gli sport individuali, non di allenamenti, e con questo intendiamo il nuoto, il tennis, l'atletica leggera, l'equitazione. Per gli sport di squadra dobbiamo ancora attendere. Dal 18 maggio "devono arrivare le condizioni e protocolli di sicurezza", aggiunge. 
Insomma, si parla di equitazione che è senza dubbio uno sport individuale (la Liguria sta facendo da apripista in questo senso), mentre l'ippica inevitabilmente si aggancia a quello collettivo per la natura del contatto oggettivamente presente anche se non in maniera esclusiva. Dando per scontato, poi, che tutti gli attori che scenderanno in campo ippico, fantini e artieri compresi, si presume non siano positivi o infettanti.

Oggi Spadafora incontrerà il Comitato tecnico-scientifico per parlare delle dinamiche della riapertura sport per sport anche in base allo studio inviato dal Coni a cura del Politecnico di Torino sulla classificazione degli sport per livello di rischio contagio. C’è anche da stabilire una linea per quanto riguarda quegli sport a metà fra discipline individuali o di squadra. Dal canottaggio alla canoa all'ippica, mentre sembra chiaro che per il nuoto il via libera non si estenderà al sincro.

Da fonti in nostro possesso, è certo che si stia lavorando alla riapertura a partire dal 18 Maggio, viste le ultime indicazioni, ma nessuno delle persone interpellate ha ancora chiaro quello che accadrà, vista la pochezza di informazioni raccolte ed il poco incastonabile pezzo del puzzle chiamato "ippica" nel sistema Stato italiano. Questo non significa che si ripartirà il 18...anzi. 
Qualsiasi previsione, al momento, è frutto di interpretazione personale, pertanto resta importante attendere ulteriori novità più specifiche. Specifiche che riguarderanno la natura del nostro sport, i protocolli di sicurezza e se gli spostamenti tra regioni potranno essere motivati come comprovati motivi di lavoro. Al momento molto è nebuloso ed è necessario che parlino i nostri rappresentanti.

Qui sotto una miniguida di quello che cambierà, più sotto il testo completo scaricabile.

Gli spostamenti
A insistere per mantenere l'obbligo dell'autocertificazione per gli spostamenti all'interno del Comune o della Regione sono stati in particolare i ministri Speranza e Boccia. Cambierà il modulo perché alle già note motivazioni per uscire di casa si aggiunge quella della visita ai parenti, secondo precise modalità per tutelare salute e sicurezza. Ci si potrà muovere all'interno del proprio Comune e della propria Regione, non ancora invece in altre regioni se non per ragioni di lavoro o salute. Anche se cadrà il divieto, che era stato introdotto con il lockdown, di spostarsi dal luogo in cui ci si trovava verso quello di domicilio o di residenza. Sarà dunque possibile per gli studenti o i lavoratori o chiunque altro rimasto bloccato in un'altra città dal lockdown fare ritorno a casa. 

Gli incontri
Una prima apertura al ritorno ad incontrarsi arriva con l'autorizzazione a vedere familiari stretti, genitori, sorelle, fratelli, nonni. Il che non vuol dire consentire riunioni di famiglia: resta valido il divieto di assembramenti, anche in casa. Soprattutto per proteggere i più anziani è prescritto l'uso della mascherina.

Attività motorie
Come annunciato, dunque, sarà consentita la ripresa dell'attività motoria non più nei pressi della propria abitazione, sempre individualmente o comunque a distanza di almeno un metro, con la sola eccezione di persone conviventi nella stessa casa. La regola della distanza vale anche per i giardini pubblici, che avranno con ingressi contingentati. Sì anche all'attività motoria con i figli o alle passeggiate con persone non autosufficienti. Potranno riprendere ad allenarsi gli atleti professionisti delle attività individuate dal Coni, non gli sport di squadra per i quali la ripresa potrebbe essere il 18 maggio. Per l'attività sportiva la distanza minima prevista è di due metri. Per la semplice attività motoria è invece di un metro.

Bar e ristoranti in take away
In attesa della riapertura di bar e ristoranti, ma anche di centri estetici e parrucchieri, annunciati dal premier Conte per l'1 giugno, viene confermata, a partire dal 4 maggio, la possibilità di fare ristorazione con le modalità di vendita da asporto oltre che di domicilio. Il consumo non deve avvenire all'interno del locale, né al suo esterno devono formarsi assembramenti in cui non si rispetta la distanza fra le persone. "Si dovrà entrare uno alla volta - ha spiegato Conte -, rispettando la fila, le distanze, con i dispositivi di protezione".

I negozi
Per gli esercizi commerciali al dettaglio la riapertura è fissata per il 18 maggio e non per l'11 come ipotizzato in un primo momento. Su richiesta del Comitato tecnico scientifico si è ritenuto di programmare step di riapertura di 14 giorni per verificare gli effetti di ogni riapertura. Parrucchieri, barbieri, centri estetica, come detto, riapriranno l'1 giugno assieme a bar e ristoranti.

Messe e funerali
Accolte solo in parte le richieste della Cei per la ripresa delle funzioni religiose. Dal 4 maggio potranno essere nuovamente celebrati i funerali ma solo alla presenza degli stretti familiari (parenti di primo o secondo grado), non più di 15 persone, se possibile all'aperto e a distanza l'uno dall'altro. E tutti dotati di mascherina. No invece alle messe, nonostante la proposta articolate di misure di distanziamento da parte della Cei. Durante l'incontro è stato posto con fermezza anche il tema della riapertura dei cimiteri, sia pure in sicurezza. A farlo in particolare l'Anci, per bocca del suo vicepresidente Roberto Pella. Il governo, però, ha preso tempo e non ha ancora ufficialmente aperto a questa possibilità.

Le attività produttive 
Confermato anche il calendario delle ripartenze delle attività produttive. Si comincia già domani con le aziende ritenute strategiche, dai cantieri dell'edilizia pubblica al manufatturiero per l'export con richieste di autorizzazione in deroga ai prefetti. Dal 4 tutte gli altri e il  commercio all'ingrosso funzionale a queste filiere.

Musei e mostre
Come anticipato in un'intervista a Repubblica dal ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, musei, mostre e luoghi culturali all'aperto riapriranno il 18 maggio.

Mascherine
Ieri il commissario per l'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ha firmato l'ordinanza che fissa il prezzo delle mascherine chirurgiche a 50 centesimi al netto dell'Iva.

Gli enti locali
Intanto, mentre alcune Regioni come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia hanno emesso ordinanze che allentano le restrizioni, tredici sindaci di Comuni capoluogo di Città Metropolitana (in testa Antonio Decaro, primo cittadino di Bari e presidente Anci), hanno dettato all'esecutivo le linee guida in dieci dieci punti per il superamento del lockdown. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha spinto invece l'accento sulla necessità di riorganizzare la mobilità delle grandi città. 

Le prime riaperture da lunedì 27 aprile e le ordinanze di alcune Regioni
Già da domani ci sarà qualche assaggio di riapertura, specialmente nelle Regioni che si sono portate avanti. La Lombardia, infatti, da mercoledì 29 aprile riaprirà i mercati all'aperto, a patto che facciano osservare una serie di misure di prevenzione: guanti, mascherine, distanze. Il Veneto ha dato il via libera alla vendita di cibo "take away" con un'ordinanza emessa il 24 aprile: i clienti possono già andare di persona al negozio, acquistare e portare a casa il cibo da asporto. Ma non solo: il testo allarga l'opportunità della consegna anche a pasticcerie e gelaterie, esercizi commerciali troppo piccoli per permettersi un servizio delivery e anche alle fiorerie al dettaglio. Ovviamente, il tutto con l'uso di mascherine, guanti o gel per le mani, e un cliente per volta. Ammesso anche il 'car delivery', modalità in voga nei fast food di derivazione americana. In merito a questo nuovo provvedimento il governatore veneto Luca Zaia ha precisato oggi durante il punto stampa: "Abbiamo applicato la legge, meglio ancora le direttive del governo. Mi aspetto novità nelle prossime ore".

Le mascherine
Il premier Giuseppe Conte ha assicurato nell'intervista  a Repubblica che il prezzo sarà calmierato, mentre il commissario all'emergenza Domenico Arcuri ha annunciato che saranno distribuite gratis agli indigenti. Ma è quasi scontato che non potranno essere sempre obbligatorie. Si dovranno indossare in tutti quei casi in cui non è possibile mantenere le distanze di sicurezza, sui mezzi pubblici, nei negozi dal parrucchiere, nelle visite mediche.

CLICCANDO QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DPCM IN PDF.

QUI SOTTO LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE:


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