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martedì, dicembre 17, 2019

Hong Kong, Umberto Rispoli si sfoga: "Non esiste lealtà nel mondo delle corse"!

Umbertino non le ha mai mandate a dire. Schietto, diretto, senza peli sulla lingua. Per qualcuno è un difetto, per qualcuno un pregio. Sta di fatto che ha reso ufficiali e noti i motivi che lo hanno spinto lontano da Hong Kong per cercare fortuna altrove, in particolare in America dove comincerà la sua stagione il prossimo 26 Dicembre a Santa Anita, come documentato in altro post.
Umberto Rispoli ha di fatto messo a nudo la difficile situazione dei fantini di livello medio che lavorano Hong Kong, rilasciando delle parole piuttosto severe attraverso il suo profilo social su Facebook, che trovate continuando a leggere fino in fondo, ma soprattutto in via ufficiale al quotidiano su internet South China Morning Post, affermando che la competizione è priva di lealtà e c'è una grossa voragine tra quelli di alto profilo e quelli di basso profilo. Rinomato per il suo atteggiamento diretto, Rispoli ha lamentato il declino della lealtà tra proprietari e allenatori, dicendo che secondo lui sempre più fantini lasceranno Hong Kong. 
Ecco le sue parole al quotidiano di cui sopra: "Sono un tipo semplice di persona, è un pò triste perché pensavo che la mia carriera ad Hong Kong potesse andare avanti per altri cinque o sei anni, ma purtroppo l'unica cosa che non sono riuscito a trovare in questo posto è la lealtà", ha detto. “È vero, in tutto il mondo e in questo settore non c'è molta lealtà. Ma in questo posto, se non cambiano qualcosa, perderanno molte persone, perché non sono il solo. Certo, oggi sono io a fare le valigie e andare avanti, ma posso garantire che ci sono molte persone che non sono felici del sistema".
La sua carriera è iniziata nel 2012 dopo aver vinto la QE II  G1 su Rulership, cavallo allenato in Giappone. Ha continuato a vincere e nel 2016 è diventato stabile, ma il jockey italiano ha detto chiaramente di avere la necessità di avvertire il brivido delle grandi corse: "Il motivo per cui sto lasciando qui è perché non ho abbastanza supporto", ha detto. "Se la gente pensa che io sia felice di andare alle corse e montare otto cavalli che sulla carta sono 60/1, si sbagliano, non ne sono contento. Lavoriamo duro ogni giorno, sudiamo molto, corriamo, stiamo facendo del nostro meglio, prendendo la forma e studiando le corse, ma non posso dire che sia giusto che quando trovi un cavallo e lo monti per la prima volta volta, arriva quinto o sesto ed è pronto per vincere, ma la proprio quella volta ti tirano giù e mettono un altro. Quando sono venuto qui per la prima volta nel 2012, non era così. Dal 2012 ad oggi, che è quasi il 2020, la lealtà è sparita, questo è ciò che le persone devono capire. Ne avevo abbastanza, quindi ho preso questa decisione di trasferirmi in America".
Rispoli non ha mai avuto paura di far conoscere i suoi sentimenti e scherza: "la gente "mi ama o mi odia, non esiste il 50%", ma la sua abilità non è mai stata messa in discussione. Umberto ha parlato anche di ciò che gli ha lasciato Hong Kong: "Penso di aver lasciato qualcosa di abbastanza buono qui sulla mia personalità e su chi sono", ha detto. "I bei ricordi sono ovviamente i grandi vincitori che ho avuto in passato e non c'è dubbio che questo posto mi abbia reso un fantino migliore, un fantino più pronto". 
E poi ha parlato di un collega come Lyle Hewitson, un novizio di Hong Kong, che ancora non ha conosciuto la vittoria in 115 corse: "Non riesco a immaginare la sensazione di Lyle al momento, è stato qui per tre mesi senza vincere una corsa quando a casa sua, in Sudafrica, vinceva tantissimo ogni giorno. Ora riceverà un pò di supporto e sinceramente gli auguro tutto il meglio. Questo è quello che è questo posto, è difficile”.
Umberto vanta oltre 1500 vittorie in carriera, in Italia ha vinto per due volte la classifica fantini (2009 e 2010), migliorando tra l’altro il record storico di Gianfranco Dettori (è arrivato a quota 245 nel 2009). Ad Hong Kong facendo il computo globale ha collezionato 122 affermazioni, appena 5 delle quali però nella stagione in corso: A breve la partenza per gli States con la compagna Kimberley, che è figlia del collega Gerald Mosse, e il piccolo Hayden.

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