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sabato 22 giugno 2019

Royal Ascot, day 5: Blue Point nella leggenda, riuscito il doppio King's Stand-Diamond Jubilee. Doppio anche per Andrea Atzeni. Frankie Dettori leader con 7 affermazioni nel meeting

Quinto ed ultimo giorno al Royal, per la copertina abbiamo scelto un "close up" del copertino di Blue Point (Shamardal), vero protagonista della giornata. Ma non solo. I video più importanti di questo quinto ed ultimo giorno li abbiamo messi in fondo, con le prove più belle ed anche la "Royal Procession" della giornata con la Regina Sua Maestà Elisabetta II che è stata accolta con ancora più calore degli altri giorni, complice anche il clima favorevole, vestita di un completo completamente verde in tinta con il cappellino, ovviamente. 
Numero 1 di numero e di fatto, con il pallino blue che ha scritto una bellissima pagina di ippica cancellando in pochi giorni l'impresa compiuta 16 anni fa da Choisir, il "dragster" australiano unico finora a vincere nel giro di 4 giorni le King's Stand Stakes G1 e le Diamond Jubilee Stakes G1. Impresa titanica e leggendaria.
Il figlio di Shamardal (Giant's Causeway), portacolori Godolphin, ha messo in mostra una condizione a dir poco superiore per risolvere nei confronti di Dream Of Dreams (Dream Ahead), un velocista per Sir Michael Stoute (??) e al terzo Kachy (Kyllachy) con Speak In Colours (Excelebration), nelle cui vene scorre sangue italiano della scuderia Archi Romani di Paolo ed Emma Agostini, al quarto posto.
Blue Point, con in sella Giacomo Doyle, per il training di Charlie Appleby, ha seguito come in una esercitazione militare un velocissimo Kachy. Lo ha mirato, puntato, agganciato, e poi sparato il parzialone senza quasi uscire dal canter, salvo poi resistendo come un leone dal finale del suo rivale. Defaillance concessa, alla fine, per gli impegni ravvicinati. 
Ma pensate che forma possa avere un cavallo che sembra essere venuto dall'iperuranio di Platone, per forza, concentrazione e idee. Partito da Meydan, non si è mai fermato. 
Non ci avremmo scommesso molto, ma per fortuna i cavalli sanno regalare queste gioie. Come quella di vedere due "società" diverse, come la Regina, con il suo cappellino verde fluo, omaggiare Sua Altezza Sheikh Mohammed Al Maktoum, uno che deve tanto alla Regina e viceversa. Bella immagine. Blue Point come un missile, dunque. IL RISULTATO COMPLETO QUI.
Ma la giornata è stata condizionata dal fattore italians, ancora una volta. E se non c'è Frankie ad emergere, vincitore comunque della classifica fantini con 7 affermazioni in questo Royal, e salito dunque lo stesso "on the stage", ci ha pensato Andrea Atzeni, jockey di Nurri, a far brillare la bandiera dei 4 mori. Andrea, in combinazione con Sheikh Obaid e Roger Varian, ha vinto innanzitutto le Hardwicke Stakes G2 che vale sia come G2 autonomo, sia come preparazione alle King George. 
Il grigio da Dalakhani (Darshaan), vincitore del suo primo G1 della carriera nella Coronation Cup G1 all'ultima uscita di Epsom, ha sbatacchiato un pò di avversari qua e la ma alla fine non si è lasciato mai prendere dall'outsiderone Ceco Nagano Gold (Sixties Icon), sul quale Cristophe Soumillon stava per fare il miracolo. E pensare che a vederlo a 66/1 ho subito pensato che avrebbe fatto una bellissima figura a Milano nel GP di domenica, invece del Royal Ascot. Subito inghiottito il rospo, chiedo scusa a Vaclav Lucka. Terzo Mirage Dancer (Frankel), che si è squagliato all'epilogo, mentre Masar (New Approach), attesissimo e favorito nell'antepost, salvo poi vedere la sua quota in salita, si è prima inginocchiato sacrificando se stesso e anche Nagano Gold, e poi non si è mai steso. Insomma, non correva da oltre un anno, questa corsa gli è servita per togliersi un pò di ruggine di dosso. Quinto, nei giorni prossimi capiremo di più sulla sua forma che, ci dicono, non è che fosse ottimale. Cioè lucido era lucido, ma ancora un filo pienotto. Non al top, insomma. IL RISULTATO COMPLETO QUI.
Tornando ad Andrea Atzeni, ha vinto anche il Wokingham Handicap con Cape Byron (Shamardal), sempre per lo stesso team di cui sopra.
A proposito di Shamardal (Giant's Causeway), il triplo servito per lo stallone Darley era cominciato con l'interessantissimo Pinatubo che abbiamo tenuto a battesimo nella trasmissione Primi Passi quando ha debuttato. Pinatubo ha battuto Lope Y Fernandez (Lope De Vega) con un salto nelle Chesham Stakes Lr sui 1400 metri. Insomma, questo pare duro e puro. Ha vinto sul sintetico al debutto, ad Epsom a mano contraria, in un tracciato complicato, alla seconda, e poi alla terza in pista dritta al Royal Ascot. Se non è speciale lui, non so chi possa esserlo. Cavallo simpatia, possibile crack! IL RISULTATO COMPLETO QUI.
L'ha trick per l'operazione Godolphin non è riuscita solo per un baffo perchè nelle Jersey Stakes G3 il favorito Space Blues (Dubawi) ha trovato sulla sua strada uno Space Traveller (Bated Breath), sellato da Richard Fahey, sbucato dai tombini. Peccato, per il blue ovvio. Dal Royal Ascot 2019 è tutto. Anzi no, ultima cosa. Gay Kelleway l'ha presa benissimo e con grande senso dell'umorismo, quando il suo record di unica donna vincitrice al Royal Ascot è stata battuta o raggiunta da Hayley Turner, 32 anni dopo. L'allenatrice ha twittato così: Everyone remembers Neil Armstrong no one remembers Buzz Aldrin 🏇🏻x. Insomma, a quasi 50 anni dallo sbarco su un altro pianeta, è stato un bel modo per ricordarlo e per marcare il territorio. Del resto, lo stesso Ascot, è di un altro pianeta.

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