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giovedì 20 giugno 2019

Royal Ascot: È Frankie Dettori show! Incredibile poker nel Ladies' Day, raggiunta quota 66..

Ad un certo punto ho smesso di scrivere. Ad ogni vittoria cambiava anche il senso del precedente cappello. Colpa, merito più che altro, di Frankie Dettori. Dopo l'asciutto della prima giornata, il doppio al secondo giorno raggiungendo quota 62 al Royal, più di tutti quanti, ha lanciato il definitivo assalto alla leggenda mondiale raggiungendo quota 66. 
Il ragazzotto, 49 anni a Dicembre, ha disegnato quattro vittorie nel terzo giorno, al Ladies' Day, nelle prime 4 corse, realizzando un quadruplo da 450/1, se qual
cuno lo avesse mai giocato. Una impresa titanica, incredibile, incommensurabile. Ogni volta che vince nasce un fiore ad Ascot, ed è sempre stato così. E qui spunta una frase detta da Mark Johnston nella giornata di ieri dopo la vittoria nelle Queen Mary: "No disrespect to Piggott, he is a superhero, but is Frankie Dettori not just the greatest jockey?" Misa che ha ragione il trainer scozzese, Frankie è meglio di un gigante come Lester Piggott.
Ieri in Inghilterra il Guardian, diceva una cosa del genere: "Pensate quanto sarà noioso quando Frankie smetterà di montare". Vorrei morire prima, mi verrebbe da scrivere. Ma lui è un personaggio talmente tanto poliedrico che anche quando smetterà di montare, avrà modo di farsi notare. A modo suo, geniale. Istrionico. 
Ma torniamo a noi. Cosa è successo nel terzo giorno? Di tutto. Tecnicamente nella prima corsa ha vinto di forza le Norfolk Stakes G2 in sella a A'Ali (Society Rock), per Simon Crisford, ex team manager ripudiato da Godolphin, un pò come successe a lui. Il 2 anni di Shaikh Duaij Al Khalifa ha battuto Ventura Rebel (Pastoral Pursuits) resistendogli, mentre molto sfortunato Expressionist (Night Of Thunder), che ha perso la sgabbiata e poi non ha trovato più spazio.


Stessa cosa con Sangarius (Kingman), vincitore delle Hampton Court Stakes G3 sui 2000 metri, prendendosi uno spazio che non esisteva ma di forza, calcolando i rischi, maramaldeggiando e lasciando al secondo un Fox Chairman (Kingman) sul quale Gatto Silvestro, al contrario, ha fatto di tutto per perdere. Forse non avrebbe mai vinto, forse si. Ma conta chi c'è scritto di fianco al numero 1 nell'albo d'oro. E così Sangarius, molto buono ma acerbo a 2 anni, è sbocciato nelle mani di Sir Michael Stoute (81° vittoria al Royal Ascot), emerso ancora di più con quel galoppone imponente. E non è ancora finita, perchè crescerà ancora.

La terza vittoria in giornata con Star Catcher (Sea The Stars) nelle Ribblesdale Stakes G2, stavolta facendo fare la figura del bidone a Ryan Moore che era in sella a Fleeting (Zoffany).


Ma siccome questo non sanno come fermarlo, ecco il poker servito con il cavallo del giorno Stradivarius (Sea The Stars), a segno nella sua seconda Gold Cup G1, con una monta come al solito algida quando aveva gli occhi del mondo addosso. E l'esempio è lampante, basta guardare Cross Counter (Dubawi), sul quale James Doyle ha provato a cambiare qualcosa, ad inventare una cosa diversa. Nulla da fare, perchè ad Ascot non ti puoi mettere troppo lontano. E allora torniamo al discorso di prima, per un fantino che conosce questa pista meglio di casa sua. Ogni angolo, fascia, zolla, è marchiata a fuoco come il suo territorio. Dietro ai primi, vicino alla testa. E poi, avere un cavallo forte. Ma lui se l'è sempre guadagnato. La differenza sta tutta qui. Non sente la pressione, gli scivola addosso come l'olio. Ha aspettato il momento giusto per afferrare il suo, nello stesso istante in cui Capri, che voleva imbrigliarlo, ha perso l'attimo, lui lo ha scaraventato via come un sasso dal marciapiede e si è lanciato verso la gloria eterna, immortale. Quando Frankie sale sulla bilancia non vengono fuori i chili, ma i carati di qualità.

Certo, alla fine ha perso il Britannia Handicap con Turgenev (Dubawi) anticipando molto lo sforzo e venendo beffato da Harry Bentley su Biometric (Bated Breath), che ha esultato come se si tifasse il mondo contro il jockey italiano. Anche questo, è il Royal Ascot. Ma quando è passato, l'ippodromo ha cominciato a tremare letteralmente. Ecco, significa sta roba qui.
I jockey italiano ha vinto quattro corse dimostrando ogni volta di più che questo luogo gli da una carica incredibile, ma perchè conosce ogni zolla d'erba, sa sempre dove mettersi e come mettersi, e non solo. Frankie logora chi non ce l'ha. Trovi quello che parte tardi, trovi quello che non ha spazio, trovi quello che si fa turlupinare. Succede, si chiama carisma, leadership naturale. O ce l'hai, o non ce l'hai. Gli altri no, lui si. Grazie di esistere.
I RISULTATI COMPLETI DELLA GIORNATA CLICCANDO QUI.

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