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sabato, febbraio 08, 2020

San Siro: Tregua parziale tra operatori e proprietà! Arriva la nuova bozza di contratto

Una panoramica di San Siro.
Ancora molta tensione a San Siro per la temuta questione centro di allenamento, sfociata nei giorni scorsi in uno scontro tra operatori e proprietà dell'impianto in merito al mancato accordo tra le parti in relazione al nuovo contratto di affitto dei box che include anche tutto il resto della fruizione delle piste di allenamento.
Ieri pomeriggio c'è stata una riunione che ha parzialmente schiarito gli animi o quantomeno ha mostrato segni di avvicinamento tra le parti. La temuta scadenza per l’uso delle piste, prevista per ieri, non ci sarà e per il momento l’attività dovrebbe proseguire normalmente.
Grazie anche ad una opera di mediazione da parte di ANG con la Snaitech, c’è stata una importante modifica generale al contratto sui punti più controversi della proposta. 
Una bozza dello stesso verrà distribuita agli allenatori per una valutazione, ed in parte già sta accadendo con l’ausilio dell’Avvocato Masala che nei giorni scorsi aveva scritto per conto degli allenatori una lettera in proposito di cui abbiamo parlato QUI.
Il punto in odore di cambiamento è quello relativo allo “scarico delle responsabilità” da parte degli allenatori prima delle sessioni di training, ed altro ancora. 
Insomma tra le parti ci sono spiragli e speriamo sia tutto in fase di risoluzione, anche se immaginiamo una non semplice gestione, in un momento così delicato dell’ippica, delle reali responsabilità da parte di tutti gli attori protagonisti della vicenda, che siano operatori o società che gestisce. 
Il documento dovrà essere condiviso tra le parti ed il prossimo aggiornamento ci sarà già dalle prossime ore, quando la nuova bozza sarà opportunamente valutata. 
Gli operatori, e non solo, hanno chiesto inoltre la possibilità di una dichiarazione ufficiale da parte della proprietà utile a spazzare via tutte le illazioni relative ad una prossima chiusura definitiva del centro di allenamento per motivi di speculazione edilizia. Sembra si sia mosso anche il Mipaaf. 

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