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venerdì 5 ottobre 2018

ParisLongchamp, arriva l'Arc de Triomphe. Ecco le schede, i sogni e le speranze dei 19 campioni al via

Più che per i soldi, si corre per l'immortalità. L'Arc de Triomphe racchiude quanto di meglio un appassionato possa desiderare, a certi livelli. 
L'essenza pura del turf mondiale, racchiusa in 2400 metri di un ippodromo leggendario come quello di Lonchamp, riaperto in questo 2018 e pronto a raccogliere 50,000 anime vibranti di passione sul campo. Cinquantamila più qualche altro svariato milione di spettatori che guarderanno dalla tv, dalle 16,05, la corsa che ferma non solo una nazione, ma un pianeta intero. 
L'Arc è l'Arc, non c'è nulla da fare, e sebbene il nuovo impianto di ParisLongchamp, con il suo colore senape e l'odore di petroldollari sia un pò snob rispetto al precedente affascinante e vetusto impianto, da queste parti si respira sempre un'aria speciale. 
Parigi in Ottobre è magica, dal primo momento in cui ci si mette piede: le strade alberate, i comignoli delle case, i fiori alle finestre, le pubblicità delle corse sulla metro. Discreta e un pò sofisticata, se ne sta lì, all’ombra della sua Torre, e aspetta solo di essere vissuta in tutto il suo calore avvolgente..Il profumo, l’atmosfera, le luci, i suoni entrano dentro di te per non abbandonarti mai più. Parigi la vedi e d’improvviso non puoi più farne a meno, e così anche Longchamp ed il Bois de Boulogne.
Uno dopo l'altro, cerchiamo di raccontare le chances dei vari partecipanti:
  1. DEFOE. Trainer Roger Varian, jockey Andrea Atzeni. Odds: 50-1.  Group One wins: nessuno. Il figlio di Dalakhani, vincitore di Arc, non doveva nemmeno correre. Tanto che Andrea Atzeni si vedeva già su un altro grigio, ma alla fine ha dovuto rinunciare per volontà del proprietario di correre. Cavallo strano, progressivo ma che è andato sinora al limite della massima categoria. Odia il terreno scorrevole, e non è di facile impiego. La forma ce l'ha, ma la qualità difetta un pò se pensiamo al massimo livello.
  2. SALOUEN: Trainer: Sylvester Kirk. Jockey: Oisin Murphy. Odds: 100-1. Group One wins: nessuno. Lo scorso anno veleggiava alla ricerca della sua affermazione in Gruppo, doveva venire anche a Roma prima del nubifragio dell'edizione 2017 rinviata. Non è venuto più a Roma ma ha riposato e si è messo in testa di essere diventato buono ad Epsom, quando stava per beffare il peggior Cracksman della storia. Si è pure confermato, ma il suo spessore è tutto da valutare. Per gli amanti delle cose forti.
  3. CAPRI: Trainer: Aidan O’Brien. Jockey: Donnacha O'Brien. Odds: 25-1. Group One wins: Irish Derby, St Leger. Il ragazzo misterioso, era scomparso nel mare magno della qualità di Ballydoyle. Unica corsa disputata in Aprile 2018. Poi una lunga assenza e la ricomparsa improvvisa nel Prix Foy G2, ovviamente non al top. Il coniglio dal cilindro del Mago O'Brien, che ne presenta 5, ed ha ripreso a menare forte dopo un fastidioso virus che ha messo ko i tre anni della sua scuderia. Si ma Capri stava da un'altra parte.. fresco può fare la differenza?
  4. WAY TO PARIS: Trainer: Andrea Marcialis. Jockey: Gerald Mosse. Owner: Paolo Ferrario. Odds: 150-1. Group One wins: nessuno. Si, abbiamo messo anche il proprietario perchè rappresenta l'anima di questo mondo. 94 anni di pura passione per il Paolo nazionale che ogni anno non disdegna acquisti per inseguire la corsa delle corse, in un paese che lo ha accolto bene. Vorremmo essere una mosca per vedere come vive questi giorni, queste ore. Sono l'essenza di una vita passata alle corse, una sensazione che chi solo ama le corse può vivere. L'ippica è questa cosa qui. Un mistero insondabile ed imprevedibile. Somiglia più all'amore che alla scienza. Way To Paris rappresenta il tifo di una nazione ai ragazzacci milanesi, a 30 anni dall'ultima vittoria italiana. Certo, Way To Paris non è Tony Bin ma provarci vale la pena. E poi noi siamo pur sempre la nazione della resistenza, della caporetto, del contropiede. Guarderemo le mosse e cercheremo di colpire. Forza ragazzi, forza Gerald. Passati di moda, ma con classe da vendere nel giorno dei giorni. Fatela valere. Way non vince una corsa dall'Aprile 2017, poi una sfilza di piazzamenti e le rincorse a perdifiato su cavalli che saranno favoriti o quasi. Perchè no? Nel Foy ha più che altro messo benzina nelle gambe. Servirà la miglior prestazione della carriera, mai avvenuta, la bacchetta ed una bella botta di...fortuna, ma il tifo di una nazione può galvanizzare chiunque. 
  5. WALDGEIST: Trainer: Andre Fabre. Jockey: Pierre-Charles Boudot. Odds: 7-1. Group One wins: Criterium de Saint-Cloud, Grand Prix de Saint-Cloud. A 3 anni sembrava dovesse spaccare tutto, poi è rimasto un pò li. Ma è un tedesco doc, un Galileo progressivo, che a 4 anni è fiorito nelle mani di Andre Fabre. Quattro vittorie consecutive, senza mai incontrare i mostri ma questo è un bene in questa stagione dove serve freschezza. Cambio di marcia fulminante.
  6. CLOTH OF STARS: Trainer: Andre Fabre. Jockey: Vincent Cheminaud. Odds: 50-1. Group One wins: Prix Ganay. Lo scorso anno è arrivato secondo di Enable, ci si aspettava un passettino in avanti ed invece come i gamberi ne ha fatti 2 indietro nel 2018. Mai vincitore, mai convincente, sempre con il morso in alto perchè tira come un bufalo. Ma se il Maestro lo mette dentro....
  7. TALISMANIC: Trainer: Andre Fabre. Jockey: Mickael Barzalona. Odds: 40-1. Group One wins: Breeders’ Cup Turf. A 40/1 un cippino ce lo buttiamo sicuro. Perchè in questa stagione lui sboccia, come lo scorso anno quando colpì in America. Approccio soft a questo Arc dopo una stagione vissuta tra alti bassi e cominciata presto. Se ci fosse il premio alla bellezza lui lo vincerebbe, con quelle gambe da altoforno dipinte di bianco. Ma ha cominciato a diventare anche concreto. Magari non ha la classe dei primi, ma la "garra charrua" quella si, e i riferimenti non sono male. Sorpresa possibile. 
  8. TIBERIAN: Trainer: Alain Couetil. Jockey: William Buick Odds: 150-1. Group One wins: nessuno. Corre perchè rifinisce la condizione per la Melbourne Cup? Possibile, ma quasi impossibile. Se dovesse vincere ci sorprenderemmo e anche non poco. Cavallo che fa mille metri di più, e i 2400 serviranno per prendere l'azione. 
  9. CLINCHER: Trainer: Hiroshi Miyamoto. Jockey: Yutaka Take. Odds: 66-1. Group One wins: Nessuno. I Giapponesi a Parigi saranno come al solito tantissimi ma con meno fanfare rispetto agli scorsi anni. Se non hanno vinto con Orfevre, dura lo facciano ora. Loro i cavalli li seguono a prescindere, e forse questo è il peggiore sinora visto a Longchamp anche se è una maledizione che dura da tanto. Però non ha corso male il Foy, crollato alla fine ma consapevolmente perchè quei metri in più li guadagnerà domenica. E poi Yutaka Take ha sul groppone una cosa come 4000 vittorie. Difficile.
  10. ENABLE: Trainer: John Gosden. Jockey: Frankie Dettori. Odds: 11-10. Group One wins: Oaks, Irish Oaks, King George, Yorkshire Oaks, Prix de l’Arc de Triomphe. Lei non ha bisogno di presentazioni. Mostro a 2 teste, con Dettori in sella. Una bestia. Solo rientrata, in gas, per prendere confidenza con la competizione. Ma non le serviva, perchè tirava via il copertino a Frankie. Unico dubbio Longchamp, ma per i campioni non esistono condizioni avverse. Martello pneumatico, quando accende i motori travolge tutti. E lady luck, con lo steccato, le ha dato una mano. Se è quella minima dello scorso anno non perde mai. 
  11. NEUFBOSC: Trainer: Pia Brandt. Jockey: Christian Demuro.Odds: 50-1. Group One wins: Nessuno. Corre per timbrare il cartellino agli ordini di Gerard Augustin Normand. Del resto perchè non provarci con un 3 anni fresco che ha corso in G1 sfiorando la vittoria nel Derby francese alle spalle di Kew Gardens. C'è Cristian in sella, ed è un valore aggiunto, ma la classe non sembra infinita per il grigio. Forse lo stiamo sottostimando, ma chi lo sa...
  12. PATASCOY: Trainer: Xavier Thomas-Demeaulte. Jockey: Patascoy. Odds: 66-1. Group One wins: Nessuna. Blind bet. Scommessa al buio. Viene dalla provincia e come nelle migliori favole, spera nel lieto fine. Tre secondi posti a seguire dietro cavalli non male come Study Of Man e Knight To Behold. Simpatico, insomma. Secondo noi nemmeno il suo allenatore sa cosa valga, e allora lo getta nella mischia. Tipico cavallo da quinto-sesto posto che ti fa dire.. beh, dai, non è andata male.. e poi non corre più per un anno. Magari ad avercene, così..
  13. KEW GARDENS: Trainer: Aidan O’Brien. Jockey: Ryan Moore. Odds: 12-1. Group One wins: Grand Prix de Paris, St Leger. Senti che profumo di castagne arrostite! Padre Aidan le sta cuocendo bene, e Kew Gardens è la miglior pedina di O'Brien in una stagione dei tre anni non indimenticabile. Che possiamo dire? Cavallo che muove le gambe ed anche bene, anche perchè ha vinto il St Leger. Basterà qui? Boh. Mai un acuto, mai uno svolazzo per lui. Ma la griffe ed il training impongono timore. 
  14. STUDY OF MAN: Trainer: Pascal Bary. Jockey: Stephane Pasquier. Odds: 33-1. Group One wins: Prix du Jockey Club. Sembrava dovesse spaccare il mondo dopo il Jockey Club G1, ed invece si è squagliato come un cioccolatino sul termosifone. A meno che, dopo quell'impegno, non ha deciso di puntare tutte le fiches su questa corsa ed ha avuto un approccio soft tra Deauville e Leopardstown nelle Irish Champion Stakes. Arriva al miglio e mezzo? Dovrebbe. Chance nascosta anche per lui. Lembo di fazzoletto che diventa foulard...?
  15. LOUIS D’OR: Trainer: Tony Castanheira. Jockey: Antoine Hamelin. Odds: 200-1 Group One wins: Nessuno. Una vittoria in condizionata. A Parigi come turista. Toh, si corre l'Arc. Ma si partecipiamo! 
  16. HUNTING HORN: Trainer: Aidan O’Brien Jockey: Seamie O'Brien. Odds: 66-1. Group One wins: Nessuno. Cosa vale? Boh. Quando O'Brien è indeciso li butta tutti dentro quelli possibili. Arrivato fino in America per vincere il suo G1, in una patria dove i cavalli da erba latitano, e non ha vinto. Ad Ascot in G3 lo ha fatto. Non sembra abbastanza buono. Farà casino tatticamente per favorire e fermare qualcuno? Possibile. Aidan O'Brien qui sembra come il granello di sabbia che cerca di ingrippare il meccanismo di quelli più forti.
  17. NELSON: Trainer: Aidan O’Brien. Jockey: Michael Hussey. Odds: 200-1. Group One wins: Nessuno. Altro gettato nella mischia per fare un pò di "razzmattazz" nel gruppo dei 19 e creare il disordine dal quale spera di piazzarne uno dei suoi, Aidan. In sella Michael Hussey. E mo chi è questo? 4 vittorie nel 2018, una nel 2017. Alzi la mano chi lo conosceva prima di oggi. Battistrada certo. 
  18. MAGICAL: Trainer: Aidan O’Brien. Jockey: Wayne Lordan. Odds: 50-1. Group One wins: Nessuno. Magical è figlia di Galileo, tu guarda un pò, ma non ha mai corso sui 2400 metri. Mai nella vita. Perchè proprio oggi? Mah. Solito discorso del casino e del granello di cui sopra..?
  19. SEA OF CLASS. Trainer: William Haggas. Jockey: James Doyle. Odds: 7-2. Group One wins: Irish Oaks, Yorkshire Oaks. Come il suo allenatore, ha avuto un approccio soft a tutto. Sin dal giorno del passaggio delle aste, quando è passata quasi inosservata e grazie al foal sharing è rimasta in Inghilterra. Poi ha saltato le Oaks, le Ribblesdale e tutti a dire..come mai? Poi si è capito. Aveva bisogno di maturare e le è stato dato il tempo, a ragione, a ben vedere. Supplementata perchè non ci credeva nessuno, correrà per la famiglia Tsui che ha vinto l'Arc con suo padre Sea The Stars, e con la mamma di Sea The Stars, Urban Sea. Che dire? Allevata da grano italianoi, non ci si aspettava questa crescita ma ha una frazione di gamba importante, un ragtime che spacca ed il phisique du role per emergere. Si ma con quello steccato! In effetti negli ultimi anni, l'unico a risolvere da una situazione del genere, è stato Frankie Dettori , magistrale. James Doyle, con tutto l'affetto del mondo "abbello di papà", non è Frankie, anche se lui è convinto di riuscire a risolverla tatticamente. In effetti se è ben posizionata nel gruppo nella falsa dirittura, e non spende troppo, ha questi 400 metri dove sembra un treno senza binario, perchè vola. La gavetta l'ha fatta, la genealogia ce l'ha, Willy Haggas non sbaglia un colpo e la tradizione c'è. E poi c'è sempre il discorso Italia.. Allevata dal Velino, da tanto non si vedeva un prodotto del nostro allevamento a questi livelli.. a livelli di Arc, diciamo. Mica fragole.
  20. Il 20° non c'è. Anzi, è un grande assente. Il convitato di pietra è Cristophe Soumillon, che non c'è e non si sa perchè. Misteri della fede, perchè uno come lui al grande show dell'Arc serve eccome. Paga forse la ritrosia nei confronti del nuovo tracciato? Eppure gli hanno chiuso pure l'open stretch. Vabè, non c'è, ma chissà perchè ci aspettiamo qualche colpo in tv da parte sua... attendiamo trepidanti. 
Se siete arrivati alla fine senza annoiarvi, non possiamo che augurarvi..Buon Arc!

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