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lunedì 15 luglio 2019

ParisLongchamp: Japan si conferma nel Grand Prix de Paris. Battuto uno sfortunato Slalom..

Doveva cadere un meteorite, per far perdere Japan (Galileo) in quello che da molti viene considerato il "vero" Derby francese, ma che da anni non produce un cavallo sopra standard. Certo, dirlo dopo non vale, ma la forma dei 3 anni in Europa quest'anno è talmente tanto nebulosa che se proprio dobbiamo prendere un riferimento e se hanno un "boss", beh quello è proprio Japan, con il suo pedigree duro e puro da Derby che, dopo aver perso ad Epsom, ha concretizzato un enorme progresso al Royal Ascot prima nelle King Edward VII Stakes G2, producendo una accelerazione bruciante dalle retrovie e con un percorso molto dispendioso, e poi a ParisLongchamp poi riportando con stile anche il Grand Prix de Paris G1 sul miglio e mezzo, con Ryan Moore in sella e per il training di Aidan O'Brien, risolvendo per mezza lunghezza di margine ad una quota di mezzo al totalizzatore francese.
Il portacolori del Coolmore, che somiglia moltissimo somaticamente a Highland Reel, ha permesso al compagno e pacemaker Western Australia (Australia) di fare il lavoro sporco, con la schiena del secondo irlandese presa da Jalmoud (New Approach) ed il nostro favorito in terza posizione scoperto, per evitare pericolose trappole. L'andatura è stata abbastanza sollecita, tutt'altro che francese, e sul finire della curva è andato a tutta randa, staccandosi prima e alla fine sedendosi un pò, logicamente, quando il grosso era fatto, lasciando avvicinare Slalom (Intello), il quale ha rischiato di cadere subito dopo l'apertura delle gabbie. Il Godolphin Jalmoud (New Approach) ha mantenuto poi il terzo, rispetto al compagno Roman Candle (Le Havre). Il tempo finale è stato di 2m 27.07s (fast by 3.43s). 
Japan si è tolto la qualifica di maiden al secondo tentativo a Listowel sui 7 furlongs e 18 giorni dopo ha vinto le Beresford Stakes G2 sul miglio. Nel 2019 è stato quarto nelle Dante Stakes G2 e terzo nel Derby G1, e qui si è capito che forse una corsetta gli mancava nelle gambe, e poi ha vinto con grande stile al Royal Ascot consacrandosi definitivamente. Capiremo solo più avanti dove potrà arrivare Japan, il test francese non è mai stato un banco di prova esaltante, ma aver vinto sul miglio e mezzo di Longchamp lascia un "nonsochè" di evocativo verso l'Arc de Triomphe G1, suo obiettivo dichiarato. La sua prestazione migliore, in termini di rating, è stata quella di Ascot dove ha guadagnato un impressionante 120 di RPR, mentre a Parigi gli è stato attribuito un prudenziale 113 di RPR. Sarà interessante adesso vedere Anthony Van Dyck, vincitore ad Epsom, come si comporterà nelle King George Vi & Queen Elizabeth II Stakes ad Ascot a fine Luglio.
Allevato dal Newsells Park Stud, è di proprietà di Derrick Smith, Susan Magnier e Michael Tabor, acquistato per la cifra di £1,3 milioni alle Tattersalls October del 2017, quale prodotto della fattrice Shastye (Danehill), già madre di Secret Gesture, vincitrice di Middleton Stakes G2 e piazzata nelle Oaks G1, Preis der Diana G1, Yorkshire Oaks G1 e Prix Jean Romanet G1. La famiglia femminile è quella che richiama il protagonista dell'Arc de Triomphe Sagamix (Linamix), il vincitore di G1 Sagacity (Highest Honor) ed altri vincitori di Classe.
IL RISULTATO COMPLETO DEL GRAND PRIX DE PARIS CLICCANDO QUI.



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