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domenica 28 luglio 2019

Momenti di gloria Frankie Dettori: «Enable mi ha regalato la vittoria più bella della vita. La notte prima ho dormito 2 ore»

La Gazzetta dello Sport, a firma di Michele Ferrante, questa mattina 28 Luglio ha pubblicato una interessantissima intervista realizzata a Frankie Dettori, a poche ore dalla stupenda vittoria in sella ad Enable nelle King George del 2019 ad Ascot.
Frankie, come già confessato nel post gara, si è ritrovato esausto dopo tutte le energie nervose spese per reagire ad una pressione così importante, per una cavalla così speciale.
Riportiamo l'intervista completa, nella quale si è parlato di sensazioni, risvolti tattici inattesi, del rapporto con la Regina, con John Gosden e anche del futuro di Enable. Un pò tutto, anche sul rapporto con il trainer di Clarehaven che, prima della corsa, ha dichiarato esplicitamente: "Ad un fantino puoi dare quanti ordini vuoi, ma quando si aprono le gabbie sei di fronte ad una tela bianca, da dipingere. E li spetta al fantino interpretare, inventare". Buona lettura!

La racconta lui, al telefono da casa dopo una cena di festa in famiglia «e con un raffreddore pazzesco che mi ha fatto tremare». Lanfranco Dettori rilegge la sesta vittoria nelle King George di Ascot, solo Lester Piggott ha fatto meglio con sette colpi. Corsa terribile, nata tatticamente male ma finita domando per un’incollatura la resistenza di Crystal Ocean (3° Waldgeist, 4° Salouen) al termine di un appassionante testa a testa lungo il tratto finale in salita, che spacca muscoli e polmoni.
Sostiene Frankie:
I fantini dei campioni spesso sono «passeggeri», si limitano ad assecondare e a imporre la superiorità del loro animale. Anche con Enable, Dettori lo era stato. Prima di ieri 9 corse insieme senza sconfitta, quasi tutte dominate: 8 i gruppi uno comprese le King George di 2 anni fa. «Ma stavolta ci ho messo del mio - esclama Frankie - credo di potermi permettere un pizzico di autostima». E parte il racconto; «Notte prima della corsa. Avrò dormito due ore. Le altre? Passate a farmi dei film. Su come sarebbero potute andare le cose in pista. Piano A, poi piano B e piano C. All’apertura delle gabbie mi si è presentato il piano zeta. Impensabile. Io al largo, gli altri lanciati pancia a terra. Impossibile stare nelle prime posizioni, ho schiacciato il freno. Terzultimo dietro Waldgeist e Crystal Ocean. Ci ho riprovato in curva a venire avanti, subendo il tagliafuori di un avversario. Poi la prima mossa decisiva: scavalcare Waldgeist e prendere la scia di Crystal Ocean ormai davanti. Enable è una cavalla pazzesca, ma stavolta non era esplosiva. Perché il tempo passa, lei è più pesante e meno reattiva. Ma compensa con la classe e...con le palle anche se è femmina. Lasciatemelo dire».
Il duello:
Retta d’arrivo. Crystal Ocean tenta la fuga, Enable subito in percussione: «James Doyle era convinto di vincere facile. Credo di averlo sorpreso imponendogli il duello a traguardo lontano. E quando c’è da lottare la mia ragazza diventa cattiva. Lo ha preso di mira e ha mollato la presa solo quando ha messo la testa davanti». Eppure, in quegli ultimi 400 metri ,soltanto un piccolo tocco con la frusta. Poi solo a braccia, facenogliela vedere sul lato sinistro: «Non so perché ho scelto così. Ricordo un episodio opposto anni fa, le 25 frustate a Ramonti per vincere una corsa, mi presi 15 giorni di appiedamento. Ho agito di puro istinto come allora, un grande fantino diventa tale anche per questo».
Ora l’Arc:
Il mirino torna sull’Arc, da vincere per la terza volta (di seguito) in ottobre a Parigi: «C’è tempo, intanto mi godo questa, alla grande. E ringrazio Dio di avermi fatto incontrare di nuovo, dopo anni ,in un momento difficile, un vecchio amico come l’allenatore John Gosden che ha creduto in me. La sua Enable mi ha regalato la vittoria più bella della vita, quella che un giorno racconterò ai miei nipoti»


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