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giovedì 29 giugno 2017

Note, brevi cenni e riflessioni dal Royal Ascot 2017, o.. Royal Scat. Per concessione della newsletter ANAC

Come tutti i grandi eventi il Royal Ascot desta attenzione. È un acceleratore di particelle. Sposta la luce, evidenzia, lancia. Anche quest’anno sono stati così tanti i motivi che non basterebbero poche righe per riassumerle. E allora abbiamo scelto alcuni momenti significativi, in tema allevamento. Si, perché la legge di Murphy ha colpito ancora, nel segmento specifico. Quando una cosa non deve succedere, state pur tranquilli che questo accadrà. Parliamo della legge per la quale se uno stallone scompare prematuramente, state pur sicuri che i suoi figli emergeranno copiosamente facendo rimpiangere la sua dipartita. È il curioso caso di Scat Daddy, un figlio di Johannesburg che ha cominciato a razzare nel 2008 ad un tasso di $30,000 ed è salito fino ai $35,000 del 2015, momento in cui si era deciso di alzare il tasso di monta fino ai $100,000, grazie ai numerosi e qualitativi vincitori rappresentati al Meeting Reale, prezzo però al quale non ha mai prodotto servizi perché deceduto, a causa di incidente, proprio nel Dicembre 2015. Disdetta. Lui è lo stallone copertina del meeting con 4 vincitori e tutti di ottimo livello. Innanzitutto Lady Aurelia, campionessa indiscussa, poi Con Te Partirò, Sioux Nations e soprattutto uno dei nomi più caldi dell’intero meeting: Caravaggio. Lui, imbattuto in sei corse, è destinato a prenderne il ruolo in razza quando accadrà, segno che se da una parte è vero che al Coolmore non tutte le ciambelle riescono con il buco, dall’altra nella maggior parte dei casi il cerchio è perfetto, come quello di Angelo Merisi, detto Caravaggio. Un artista. Gli artisti sono stati tanti in questo meeting e Scat Daddy è “solo” una sfumatura di quello che sta avvenendo nel panorama mondiale dell’allevamento. Il problema è che alcune linee di sangue sono state in qualche modo inflazionate, e la continua ricerca della perfezione ha permesso si da una parte di scovare il nick perfetto o quasi in Galileo (che ha avuto 3 vincitori al Royal) su Danehill (unico errore di Juddmonte, a lasciarlo partire), invenzione tutta irlandese, ma dall’altra di cominciare ad avere cavalli e fattrici che sono fin troppo ricchi di Northern Dancer, Danzig e soci, da una parte e dall’altra del pedigree. E allora cosa è successo? È successo che il Coolmore ha cominciato a diversificare, a comprare carature, lanciare altre linee di sangue che vanno bene con quelle dei propri capostipiti, ed è stato il caso dei War Front, dei Scat Daddy appunto. E non è solo questo: Anche Godolphin, vuoi forse per il siluramento di John Ferguson, o vuoi per una nuova politica espansionistica dello Sceiccone, solo recentemente ha tolto l’embargo delle proprie fattrici e dei propri stalloni rispetto ai rivali, oltre al fatto che hanno vinto 6 corse nell’intero meeting ed abbiamo visto uno Sceiccone più pimpante che mai. Ah, Dubawi è insieme a Galileo a quota 3 vincitori del meeting, altro protagonista.
A questo punto, il confronto può solo crescere e non ci saranno più acerrime rivalità quando si parla di business. C’è da inventare il purosangue 2.0, il vero obiettivo del mondo del purosangue moderno. Ecco, il ritorno in voga di queste 2 industrie permetterà di assistere ad un graduale riassetto del mondo dell’allevamento, e non possiamo che essere più che curiosi di sapere come andrà a finire. Ma quelli del Coolmore, che molto spesso vedono più lungo degli altri, hanno cominciato ad andare ancora più ad oriente. Un piccolo aneddoto è necessario per capire come gli irlandesi abbiano una marcia in più. Leopardstown, 2001: Sfida senza esclusioni di colpi tra Fantastic Light (Godolphin) e Galileo (Coolmore). Il primo vince, ma quest’ultimo è il più atteso. E allora che succede: gli uomini di Sheikh Mohammed irridono i rivali e dicono “Volevate vedere la stella (Galileo), avete visto la luce, the light. Quella di Fantastic. A distanza di 16 anni il mondo del purosangue è in mano a Galileo, un vero e proprio stallone alpha. Lo sanno prima. Della sua generazione ci aspettiamo molto da Frankel, ma la politica commerciale di Coolmore pare lo abbia già quasi affossato. Dopo tanti acquisti di fattrici gravide del campionissimo, queste sono state vendute in Sudafrica. Come a dire: Non ci crediamo. Chissà che non ci abbiano visto lungo anche questa volta. Tanto a lungo che sono arrivati fino ad Oriente, come dicevamo sopra. È il caso di September, imbattuta vincitrice delle Chesham Stakes, figlia del Deep Impact, macchina da guerra in Giappone, e di una delle più importanti fattrici di Ballydoyle, cioè Peeping Fawn. Questa vittoria apre nuove prospettive, lancia, illumina. Appunto. Ci sono note stonate in questo meeting, ma vanno cercati nel dettaglio. Per esempio Sir Henry Cecil è ancora il leader indiscusso in termini di vittorie al Royal Ascot, perché Sir Michael Stoute (uno yoyo, in termini di momenti di forma), non ha messo nemmeno un pallino. E tantomeno la Regina, alla quale ne sono accadute proprio di tutti i colori nel periodo tra attentati, discorso della Corona proprio durante il meeting reale, l’infezione del marito poi risolta, ed una serie di np dei propri cavalli che non ne vogliono sapere di andare forte. Eppure sarebbero spinti dal tifo di un continente intero, forse meno di quelli che hanno subito la dominazione inglese. Ma è un altro discorso. Quello che vogliamo dire è che il mondo, molto spesso, si ferma al Royal Ascot. Dai, mancano solo 360 giorni al prossimo meeting..

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