Ippica, Galoppo, Corse & Allevamento

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lunedì, marzo 23, 2020

Calendario ai tempi del Coronavirus. Possibili scenari per il recupero, ecco le ipotesi per salvare le Classiche

Nella foto una panoramica di Capannelle.. a porte aperte. Ipotesi?
“Possibili scenari si contendono le nostre vite, mentre noi le stiamo lì a guardare” canta Cesare Cremonini. Un po' il senso del momento vissuto dagli ippici, come lo specchio del paese imbambolato e stordito dagli effetti del Coronavirus. 
Al momento siamo, inteso come italiani, come dei pugili suonati da un cazzottone preso in faccia improvvisamente, inavvertitamente. Siamo li ancora ciondolanti, disorientati, senza lucidità nel renderci conto di cosa dobbiamo fare. Ma prima o poi ripartiremo.

Il paradigma è assimilabile anche all’ippica, dunque siamo qui a ipotizzare possibili scenari con il piano A, B, C e non solo, partendo dall’importante presupposto che l’epidemia che stiamo vivendo è seria e grave e ci allineiamo a quanto letto pochi giorni fa, e come ha riferito Bob Baffert, in una recente intervista quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse dello spostamento del Kentucky Derby in Settembre, dopo la quale ha risposto placidamente: “Stiamo parlando solo di una corsa di cavalli!”. Onesto. 

Altro argomento importante. Al momento, nel nuovo Decreto, non si comprendono i centri di allenamento tra le attività che possono restare aperte e dunque c'è anche dubbio si possa continuare.
Il direttore, in particolare di Capannelle, sta facendo pressione sul Ministero per dar la possibilità di lavorare. Di conseguenza tutte le operazioni d'ufficio, comprese le iscrizioni, sono sospese. Mettiamoci anche i centri di allenamento privati, al momento senza garanzie e con il rischio di essere arrestati per andare al lavoro. Ma di questo ci occuperemo poi.

PIANO A) Partiamo dal presupposto che speriamo di uscirne indenni. Sarà praticamente impossibile perché per ogni mese perso, produttivamente, se ne pagano le conseguenze almeno per 3 o 4, e dunque dobbiamo necessariamente attendere gli sviluppi dei prossimi giorni e delle prossime 2 settimane. Poi bisognerà attendere una data limite (poniamo metà Aprile) entro la quale bisognerà decidere i possibili scenari da vivere. 
Milano by night.
Altro presupposto: Molti cavalli sono in fase di allenamento passivo. Cioè, ginnastica attiva ma zero lavori forti.. almeno la maggior parte fa così. Perché diciamo questo? Perché i cavalli, pur essendo ginnasticati, non sono come un motorino messo in garage da accendere al bisogno ma per correre hanno la necessità quantomeno di rodare un filo la condizione e entrare nel clima agonistico al mattino e dunque, se si dovesse partire per esempio il primo di Maggio, gli allenatori avranno bisogno di saperlo almeno 2 settimane prima e cioè a metà Aprile. 
Considerando ancora che il primo “lockdown” di Giuseppe Conte ha come data di scadenza il 3 Aprile, c’è ancora tempo per capire cosa fare e monitorare i dati dei grafici dei morti e degli infettati al ribasso. Al momento in cui scriviamo ci sono 46.638 infetti e 5.476 morti con 59.138 casi, solo in Italia, da inizio epidemia. Inevitabili che cadranno sul campo altri connazionali, purtroppo, e la curva dovrà ancora osservare la sua caduta.

L’idea è quella che ci sarà un altro lockdown almeno fino a fine Aprile ma, prima o poi, il paese si dovrà rialzare necessariamente con tutti i rischi che ne deriveranno. Va bene un mese, va bene 2, ma impossibile prevedere 3 mesi di stop totale, per tutte le attività. Lo immaginate voi? Massimo 3 mesi, a dirla lunga. Almeno crediamo noi ma non siamo ne epidemiologi, ne virologi, ne scienziati quindi prendete per relative le nostre parole. Scusate le mille divagazioni ma bisogna destreggiarsi bene tra le parole in questo momento particolare, e farsi di conseguenza tante domande: Aprire a porte chiuse o no? Ed in caso di porte chiuse (probabile) gli ippodromi saranno disposti ad aprire privandosi degli introiti delle scommesse sul campo? Speriamo, chiaramente, tutti si riesca a trovare un accordo. Altro presupposto e poi partiamo: Qualcuno dovrà inevitabilmente cedere qualcosa. Non ci piove. 

Capannelle by night
Piano A, dicevamo. Con o senza Lombardia? Poniamo il caso si debba partire da Maggio, bisognerà capire quale regioni saranno considerate zona rossa ancora e quali no. Visto il trend recente è possibile immaginare uno scenario nel quale la Lombardia, se si confermerà il fatto che solo li si è sbagliato qualcosa nella prevenzione, dovrà stare ferma ancora per un po' mentre le altre regioni, in assenza di zone rosse confermate, potranno iniziare a “lavura”. Ma noi facciamo finta che tutta l’Italia possa uscirne in Maggio. A quel punto tutto verrebbe spostato di un mese. Parliamo delle corse importanti, chiaramente, non quelle di routine che in qualche modo verranno recuperate nel corso dell’anno. 
Considerando che il Derby dovrà necessariamente disputarsi ad almeno 45 giorni da una eventuale riapertura, tutti i trials scaleranno. 
Torniamo a noi: Apertura a Maggio? Ipotesi Derby a metà Giugno! Bene. Allora, innanzitutto prima deve nascere l’esigenza di correre e si dovrà sapere almeno 2 settimane prima della eventuale riapertura che si comincerà a correre ad inizio Maggio e dunque tutti dovranno sapere entro il 15 Aprile se si correrà da inizio Maggio oppure no. 
In quel periodo, il 3 Maggio per esempio, si potranno disputare, insieme a tutte le altre corse per tutti i cavalli nel serbatoio italiano, il Pisa e gli altri trials (Gardone e Seregno, se la Lombardia riparte, sennò Daumier e Torricola a Roma basterebbero) così da poter disputare nel giro di 3 settimane, a fine Maggio, il Parioli ed il Regina Elena in data 24 Maggio, la ex domenica del Derby.
Se così andrà bene possiamo ipotizzare a 3 settimane quindi, facciamo 2 per essere risicati, la disputa del Derby a metà Giugno a Roma. Il 14 Giugno? Meglio il 13, un sabato. Oppure il 20 o 21 Giugno. Magari in preserale, visto il clima. 
Del resto a Roma, in quel periodo, fa buio molto tardi e potrà essere occasione per vivere una sorta di esperimento sociale. Ed il Repubblica? Ed il Milano? Solo le Classiche e basta? Diciamoci la verità: Vista anche la riuscita delle corse negli anni recenti, considerando l’annata disgraziata, non sarebbe poi così scandaloso non disputarle... Non credete? Magari accorpare tutto in uno con il taglio del Milano a 2000 metri, del resto, basterebbe uno solo di Gran Premio tra Repubblica e Milano. Idem per i velocisti, per i milers, per le femmine, per i giovanissimi. Tutto in un unico appuntamento per tutti.

I puristi ci staranno insultando, ma è una provocazione e speriamo sia tutto rose e fiori, qui stendiamo sul tappeto ideale degli argomenti di discussione, quindi vi raccomandiamo anche di dire la Vostra. 

Dunque Roma e Pisa attivi, con Milano che potrà prendersela comoda ed entrare in scena da Giugno in poi. Eh ma fa caldo, qualcuno dirà. Certamente e per questo dicevamo che qualcuno dovrà rinunciare a qualcosa in un anno che vive di vicende eccezionalmente drammatiche. 
Se Milano ce la farà si potranno correre le Oaks ad inizio Luglio (il 5? Massimo il 12?) accorpando alcune corse interessanti allestendo un programma di emergenza. Qualora Milano non dovesse farcela ecco che entrerebbero in scena Merano ancora Pisa, ancora Roma, Napoli e tutti gli impianti estivi con Roma in grado di ospitare Derby e Oaks con programmazione di Roma fino ad inizio Luglio. 

Da considerare che in estate sono in ballo anche tutti i concerti ma qui opponiamo un paio di resistenze. 
A Roma il palco è sistemato lontano dalla pista, relativamente, mentre a Milano tutta l’organizzazione si sistemerebbe a ridosso della pista grande e sarebbe impossibile correre, inoltre nessuno rinuncerebbe a quegli introiti. 
Si ma, in quel periodo, sarà già concesso fare concerti e stare assembrati? Difficilissimo. Considerate che secondo la nostra percezione stiamo vivendo un periodo nel quale tutte le nostre vite dovranno necessariamente cambiare abitudini drasticamente. 
Niente più calche in luoghi di aggregazione, tutti che guarderanno il prossimo come potenziale nemico. Almeno per il primo anno, se non di più. Dunque ricapitolando: Inizio a Maggio con Parioli ed Elena a fine Maggio, poi Derby a metà Giugno ed Oaks a ridosso di Luglio.

PIANO B) Annullamento delle corse e nessuna Classica: Il piano A, in caso di mancata riapertura in Maggio, vedrebbe come soluzione una eventuale riapertura in Giugno o Luglio, e dunque una rimodulazione e rivoluzione del calendario tenendo presente la credibilità tecnica. 
Pisa
Questo perché mentre in Inghilterra il clima permette di correre tutta l’estate, in Italia sarebbe praticamente impossibile con temperature sempre più africane ed un lavoro che dovrebbe cambiare tutto all’inverosimile. Tipo Doha: Lavorare i cavalli dalle 2 alle 7 di mattina e corse necessariamente in notturna o serale, quantomeno. 
Quindi sacrifici necessari, del resto stiamo parlando di una pandemia, come successo con la Dubai World Cup annullata. E stiamo parlando della corsa più ricca del mondo. In Italia se si dovesse partire a Giugno si dovrebbe disputare il Derby a Luglio inoltrato e le Oaks quasi ad Agosto, con ovvie ricadute per la stagione autunnale.  Impossibile, a quel punto sarebbe meglio una rivoluzione, ipotizzata nel punto C. Ma prima di passare al punto C diciamo che in qualche modo, con o senza Classiche, si tornerà a correre e qui gli impianti estivi (Tagliacozzo con quel freschetto, Corridonia, Merano appunto, Treviso all'uopo, e altri campi più scendendo verso sud) entrerebbero in scena prepotentemente. In caso contrario, ecco l'ipotesi C. 

PIANO C) Allora mettiamo il caso non si faccia in tempo a fare Derby e Classiche varie prima dell’estate, si potrebbe intanto cominciare con la routine per salvaguardare il montepremi e le corse in generale dei cavalli e gli investimenti di chi ha comprato molti puledri, e correre intanto sui vari impianti estivi ed italiani tutte le “listedine” o “handicappetti” vari. 
E le Classiche? Se proprio non possiamo farne a meno, sposteremmo tutto in autunno. Partiamo sempre dal Derby, perché è un appuntamento necessario e clou, tutto il resto invece gli gira intorno. 
Considerando che un eventuale Derby dovrà al massimo disputarsi ad inizio Ottobre, sempre per il discorso della credibilità tecnica, significa che Parioli ed Elena almeno a metà Settembre dovranno tenersi un po' come i trials per l’Arc de Triomphe. A proposito, il tutto poi andrebbe comparato con un calendario internazionale e dovrà essere approvato dal Comitato Pattern, dunque attenzione e aspettiamo necessariamente gli eventi.
Dicevamo: Derby ad inizio Ottobre significa Parioli ed Elena a metà Settembre e dunque apertura delle piste in erba, per lavorare, almeno ad inizio Agosto o dopo la prima settimana di Agosto. Qui entrano di nuovo in gioco gli ippodromi che dovranno fare la loro parte. Anche qui la stagione verrebbe spostata inevitabilmente: A fine Ottobre le Oaks, a Novembre dunque lo scontro intergenerazionale con gli anziani del Premio Roma per esempio o un Jockey Club a San Siro quando e qualora la Lombardia recuperi la piena efficienza. Qui entrano in ballo anche Napoli e Pisa. 

Con le Classiche salve, si baderebbe poi agli scontri intergenerazionali come appunto il Lydia Tesio a fine Novembre, qualche altra pattern sempre divisi per segmento (femmine, maschi, sprinters, giovani, milers, intermediate) con tutte le altre corse di contorno che saranno appunto da cornice a tutto il resto, ma con punti fermi quelli della selezione, prima di ogni cosa. Assurdità? Tutt’altro. 

Il calendario verrebbe strizzato in poche settimane ma sarebbe una salvezza per la tecnica, per lo spettacolo, ed uno stimolo (in caso fosse tutto a porte chiuse) di vivere un momento di gioia e di svago. Non si può fare perchè saremo di fronte ad una drammaticità ancora più evidente? Pazienza, per un anno la casella degli albi d’oro rimarrebbe svuotata. Del resto, sono solo corse di cavalli….

Ammettiamo anche piano D, E o F...
E se il piano D prevedesse l'inizio di tutto a porte chiuse in Giugno? Tre mesi di stop come in Cina. Ragioniamo... Derby Luglio? Possibile o utopia?

Diteci la vostra

1 commento:

  1. Una possibile soluzione potrebbe essere di fare una scrematura di tutti quegli appuntamenti clou,cercando di salvare il salvabile.
    Per quanto riguarda gli altri tipi di corse nei vari ippodromi potrebbe esserci un taglio degli eventi,facendo lievitare il numero di partenti iscritti alle singole corse.
    Bisogna inoltre vedere quale sarà la scelta dei proprietari e allenatori: meglio poche corse o nessuna?

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